Pontida. Salvini contro le famiglie arcobaleno: «Mi fanno schifo»



«Governeremo per i prossimi 30 anni», ha dichiarato Matteo Salvini durante il suo raduno di Pontida.
In quella sua costante campagna elettorale che mira a raccimolate consensi attraverso populismo, razzismo ed ogni forma di intolleranza, è con parole da dittatore che ha annunciato: «Su porti decido io. Sono e restano chiusi». Naturalmente restano in vigore anche le leggi da lui firmate che hanno creato la situazione che oggi è il primo a sfruttare per ottenere voti sulla pelle dei più deboli.
Nel mirino delle sue discriminazioni ci sono finite anche le famiglie arcobaleno. Riprendendo la violenza verbale tipica dei gruppi neonazisti, l'uomo che ai suoi comizi rappresentava le donne come bambole gonfiabili ha tuonato: «Non siamo qui per portare via diritti a nessuno. Ognuno a casa sua fa quello che vuole ma io difendo i bimbi che hanno il diritto di avere una mamma e un papà e le donne che non sono uteri in affitto. Mi fa schifo il solo pensiero dell'utero in affitto». Poi, quasi sostenesse di essere lui il capo del governo, contro le parole di Vincenzo Spadafora ha aggiunto che «parla a nome personale» e il tema dei diritti Lgbt «non è nel Contratto di governo».
Ricapitolando, precisa che la Lega sarà fonte di discriminazioni verso interi gruppi sociali, si sentirà libera di fare schedature su base razziale o di violare il diritto internazionale, ma i 5stelle devono restarsene a cuccia dato che l'alleanza gli serviva esclusivamente ad ottenere pieni poteri nonostante avesse solo il 17% dei voti.
E se ai Pride vediamo centinaia di migliaia di giovani, a Pontida si è assistito ad una carnevalata con vecchi vestiti da unni. L'ennesima dimostrazione di come Salvini viva di paure e trovi appoggio tra fasce d'età notoriamente poco inclini ai cambiamenti.

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