Savarese è pronto a calpestare la dignità del 15% dei bambini italiani pur di creare paura contro fantomatiche «potenti lobby LGBT»



Decine di mail sono state recapitate a Brenda Barnini, Sindaco di Empoli, chiedendo che l'amministrazione neghi dignità a qualunque bambino non abbia una famiglia conforme ai distinguo del fondamentalismo cattolico. Non c'è voluto molto per appurare come tutte le mail provenissero da un'unica fonte e contenessero il medesimo testo:

Sono assolutamente contrario alla sostituzione dei termini padre e madre nei moduli scolastici comunali con "Genitore A" e "Genitore B".
Cordialmente.

La fonte del messaggio è la piattaforma marketing della Hatzer Oil (commercialmente nota con il nome di CitizenGo) in cui lavorano quel Filippo Savarese, Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu che risultano anche a capo della Manif pour tous che firma l'iniziativa.
La piattaforma di Savarese permette ai visitatori di mandare quanti messaggi desiderano, senza alcuna verifica dei dati e senza alcun controllo sulla quantità di forme apposte dalla medesima persona. Se dunque Savarese parla a nome di tre associazioni di sua proprietà, i suoi miliziani possono firmare a nome di centinaia di persone fittizie create per amplificare le pretese dei fondamentalisti.
L'unica regola della sua organizzazione è che nessuno debba poter esprimere opinioni personali dato che tutti i testi vengono preconfezionati in modo che il miliziano sia costretto a sottoscrivere ciò Savarese ha scritto a suo nome. A chi firma verrà anche recapitata una mail in cui Savarese chiede l'autorizzazione al il prelievo diretto dal contro corrente di una quota fissa che finirà direttamente nelle sue tasche quale premio per ogni vita distrutta attraverso la sua strenua promozione del sessismo e della transofobia. Lui non promette cambiamenti nella vita di chi lo finanzia, giura che grazie a loro farà stare peggio chi non è conforme ai distinguo decisi dai suoi padroni.

Anche se l'obiettivo primario dell'iniziativa è colpire e danneggiare i figli dei gay, quella lobby anti-gay che dice di voler "difenderei bambini" non pare si faccia problemi a sacrificare quel 15% di famiglie monogenitoriali che oggi esistono in Italia. I figli altrui sono ritenuti una merce sacrificabile in una vita votata alla promozione dell'odio omofobico e alla distruzione del cristianesimo (di fatto danneggiato da chi cita Dio quale giustificazione ad ogni più perversa forma d'odio e di violenza).
In quello schema di marketing che permette a Savarese di commercializzare l'odio omofobico, il mail boming viene aizzato attraverso proclami che non vengono condivise ai destinatari dei messaggi. Ricorrendo all'omofobia come strumento per legittimare ogni sua aggressione alla società, Savarese racconta ai fondamentalisti che frequentano le sue pagine che:

L'Amministrazione di Empoli ha dimostrato ripetutamente di essere al servizio delle politiche LGBT, anziché delle politiche vere per le famiglie. • Con questo atto l'Amministrazione di Empoli ha confermato di voler cancellare il diritto dei bambini ad avere un padre ed una madre, cioè due figure complementari come quelle paterna e materna, essenziali per la crescita umana, sociale e comunitaria dell'individuo biologico; • Con questo gesto, non passato dall'Aula Consiliare, si vuole abolire altresì la differenza di genere, propinata tramite una burocrazia subdola, per contrastare il rispetto etico tramite la cultura e tutela dell'identità nella sua diversità maschile e femminile; • C'è un'aberrazione nell'ideologia gender, cioè l'intenzione scellerata di negare la differenza tra uomo e donna e di distruggere il modello di famiglia naturale tutelato dalla Costituzione. Una volontà discriminatoria di cancellare le differenze al solo fine di arricchire le potenti lobby LGBT e le associazioni che se ne fanno promotrici; pertanto chiediamo al Sindaco e alla Giunta Comunale di Empoli di impegnarsi: a ripristinare la dicitura "Madre" e "Padre", anziché genitore A e genitore B, dai moduli di iscrizioni agli asili nido e d'infanzia di Empoli e dovunque questa modifica sia stata apportata.

Il testo appare come l'ennesima truffa culturale promossa dall'organizza che lui gestisce attraverso lo stipensio che  lo spagnolo Ignacio Arsuaga gli versa in base alla quantità di morte che sarà riuscito a creare. Ogni adolescente reso vittima di bullismo, ogni transessuale spinto al suicidio e ogni donna resa vittima di femminicidio si tramutano in un guadagno economico.
Naturalmente nessuno vuole cancellare le differenza, casomai è proprio lui che pretende si neghi l'esistenza della diversità. È lui che va dai bambini a guardare nelle loro mutande per classificarli in base al suo vissuto, è lui che dice che chi ha il colore della pelle diverso dal suo o un diverso orientamento sessuale sia sbagliato. È lui ad ergersi su un piedistallo e sbraitare come un indemoniato che pretende di essere ritenuto il modello ariano-padano che va imposto ai figli degli altri: chi non è come lui non ha diritto a vivere perché lui dice sia ovvio che la Madonna lo consideri il miglior prodotto mai realizzato da Dio.
E se Savarese sta diventando noioso nella sua demoniaca aggressione alla Costituzione attraverso una propaganda che mira a cambiarne il significato dei termini in virtù di come lui giuri sulla Madonna che «naturale» sia un sinonimo di «eterosessuale», è forse scimmiottando il profitto che Salvcini ha tratto dalla creazione dei odio contro Soros che Savarese si è inventato che il rispetto delle diversità serva solo ad arricchire «le potenti lobby LGBT».
Tutto ci porta ad una semplice conclusione: una società che ha creato un Filippo Savarese è una società che ha fallito. E c'è motivo di avere paura di un futuro in cui il fondamentalismo e il populismo non hanno remore nel mentire e nel denigrare interi gruppi sociali solo solo fine di trarre profitto economico dal commercio di paura e dalla promozione di tensioni sociali.

A proposito, Savarese avrà il coraggio di spargerci come pensa che i gay possano arricchirsi con moduli pensati per qual restante 15% di bambini che vivono in famiglie eterosessuali ma mono genitoriali?
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