Sono 662 gli episodi di omofobia registrati negli ultimi sei anni, 22 dei quali negli ultimi 50 giorni



Sono 662 gli episodi di omofobia registrati negli ultimi sei anni: 21 omicidi, 34 suicidi, 6 tentati suicidi, 211 vittime di aggressioni isolate, 140 di aggressioni a coppie o gruppi, 250 fatti di violenza non fisica. Sono questi i dati da guerra civile registrate dal gruppo GeCO (Genitori e figli Contro l’Omofotransfobia) che si occupa della prevenzione di omofobia e transofobia.
Ai dati ufficiali andrebbero poi aggiunti centinaia di episodi che spesso non vengono denunciati o che non vengono segnalati come crimine d'odio a causa dello stigma che le vittime temono di dover subire se renderanno noto l'accaduto.
Non meno preoccupante è osservare come 32 episodi si siano verificati negli ultimi 50 giorni, 22 dei quali nel solo mese di giugno.
Milena Quercia, presidentessa dell’associazione GeCO onlus, osserva: «Non si può imputare un tale repentino aumento a una maggior propensione a denunciare da parte delle vittime. Pur se è vero che oggi ci sia una maggior consapevolezza che in passato e si sia maturato un atteggiamento più positivo nell’esporre denuncia, ​abbiamo notato però che la maturazione è un fenomeno lento, che cresce linearmente, richiede tempo e si nutre di piccole conquiste che vanno prima interiorizzate. Un raddoppio improvviso dei casi denunciati non può che corrispondere a un forte incremento dei reati. Non può che essere uno dei frutti di un clima di violenza generale ed allarmante, che si riversa anche ma non solo sulle persone omosessuali, bisessuali o transessuali».
Pare evidente anche che un governo di destra a trazione leghista abbia contribuito a sdoganare a e a far sentire legittimati i vari rigurgiti fascisti che dell'omofobia hanno fatto la propria ragione di vita.

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