Brandi e la curiosa teoria per cui se un gay gli dà ragione, tutti gli altri sbagliano a non farlo



Basterebbe trovare due perfetti sconosciuti favorevoli ad impalare Tony Brandi con un'obelisco di piazza San Pietro per poter sostenere che sarebbe giusto farlo? Evidentemente no, eppure non passa giorno senza che l'organizzazione omofoba di Brandi non se ne esca con un qualche articolo volto a sostenere che i gay dovrebbero essere privati di ogni più basilare diritto umano sulla base di quanto accaduto in un qualche sperduto villaggio dall'altro capo del globo o sulla base dell'opinione di un qualche americano che collabora con la lobby integralista internazionale.
Di certo era più credibile quando dalle pagine de Il Tempo se ne uscì dicendo che avrebbe voluto privare i gay da ogni diritto nella speranza di intascarsi i loro soldi...

Ed è così' che sulle pagine di Provita Onlus troviamo un imbarazzante articolo in cui l'organizzazione integralista si mette a racconta ai propri proseliti che i gay sarebbero d'accordo con loro sul fatto che l'infecondo Gandolfini può adottare tutti i bambini che vuole in virtù di come ostenti la sua lasciva passione per le donne, di fatto invocando un attacco ai bambini già nati in famiglie che Gandilfini esige non possano avere pari dignità della sua dato che esige di essere ritenuto superiore a loro in virtù di quanto gli piaccia fare sesso con le donne. Giurano che sicuramente un bambino crescerà meglio con un padre che potrebbe odiarli a morte se diversi da come esigeva fossero, magari adoperandosi per spingerli al suicidio attraverso le fantomatiche "terapie riparative" promosse dalla stessa Provita Onlus.
Ormai sono anni che l'organizzazione si Brandi si batte per sostenere che lui debba essere ritenuto superiore agli altri in virtù del suo orientamento sessuale, piegando il resto della propaganda sulla base di quello che suggeriscono i sondaggi: prima giuravano che i gay andassero discriminati perché gay, poi hanno iniziato a dire che era Dio ad odiarli, poi ha giurato avrebbero "distrutto" la famiglia eterosessuale ed ora se ne escono con generalizzazioni criminali contro la GpA.

In un articolo intitolato "Diritti gay e torti dell’utero in affitto: parola di attivisti LGBT", scrivono:

Una lesbica e un gay dichiarato, attivisti LGBT di lunga data, da sempre impegnati perché i “diritti” degli omosessuali fossero annoverati tra i diritti umani, si oppongono fermamente e inesorabilmente a qualsiasi forma di utero in affitto o in comodato (cioè anche nella forma della cd. “surrogazione altruistica”, che poi , invero, non è mai gratuita).
Si oppongono sia da un punto di vista legale, sia medico, sia psicologico: è un abuso, una mercificazione di donne e di bambini che vengono esposti anche a significativi rischi per la loro salute.
Si tratta di Julie Bindel, giornalista, scrittrice e attivista femminista e di Gary Powell, attivista gay e insegnante, e ne hanno scritto sul sito Stop Surrogacy Now.

Questo significa che due gay non vogliono avere figli, nulla di più. E' esattamente come in Francia fu un gay a fondare la Manif pour tous e a cercare di cavalcare l'odio contro i propri simili per avere una poltrona non appena tramutato il suo movimento in un partito, ma questo non significa che quella fosse l'opinione dei gay che sono stati vittima del suo odio.
Sostenere che l'opinione di due tizi sconosciuti rappresenti l'opinione degli attivisti gay e quanto di più squallido e disonesto si possa fare. Ed è buffo che Brandi sostenga che il sostenere di essere gay dovrebbe dare competenze per parlare di aspetti "medici" o "legali".

Uscendosene sempre con i soliti slogan che negano che è la loro amata Russia a sfruttare le donne povere mentre in Canada (dove possono andare i gay) pare che non sia esattamente quello il motivo per cui decidono di aiutare altre coppie, affermano:

Sottolineano che l’utero in affitto consente lauti guadagni agli intermediari che soddisfano il desiderio di bambini di ricchi committenti (gay o etero che siano), a scapito dei diritti dei bambini e delle donne povere sfruttate.
E’ una pratica razzista e misogina. Sta diventando un “diritto dei gay” e automaticamente viene stigmatizzato chiunque vi si oppone come “omofobo”.

Davvero. Sostengono sarebbe "razzista". Non sarò che nella loro consueta sponsorizzazione di Matteo Salvini vogliano modificare anche anche il significato di quella parola dopo aver stampato manifesti in cui modificavano il significato della parola "femminicidio"?

Brandi inizia così a insultare i figli dei gay, raccontando che se lui ha trovato due gay che sono contrari ai figli degli altri, allora l'intero mondo gay e l'intero mondo femminista dovrebbe inchinarsi al suo volere. Lui, quello che con la sua azienda di trasporti offre sconti sulle prestazioni delle prostitute di Praga:

«Silenziare un sereno dibattito su questo argomento, e l’associare con i “diritti” dei gay il libero sfruttamento dell’utero di donne povere e disperate avvilisce le istanze della comunità lesbica e gay», scrivono i due. E fanno appello proprio alla comunità lesbica e gay affinché facciano un passo indietro. Non si può restare indifferenti o peggio accettare l’utero in affitto.
Ricordano la protervia con cui Elton John ha invitato al boicottaggio di Dolce e Gabbana per la loro critica a chi comprava “bambini sintetici”; e tutti quelli che sollevano perplessità su tale pratica e su tale “diritto” sono aggrediti mediaticamente e accusati di fanatismo (il linciaggio e le accuse di bigotteria sono toccati anche agli scriventi).
Notano anche che la comunità gay e lesbica, in questo modo, si rende anche responsabile dello sdoganamento della turpe pratica a vantaggio delle coppie sterili eterosessuali: offrono loro un assist per la “normalizzazione” dell’acquisto dei figli!

Ed ancora, si mette ad ordinare alle donne che cosa debbano pensare dato che lui, maschio a cui piace portarsi a letto delle donne, esige di poter decidere come loro debbano usare il loro utero. D'altra parte lui è amichetto di quel leghista Pillon che promette che le legherà ad un letto e le obbligherà a partorire a forza:

Le autentiche femministe, poi, non possono tollerare che delle donne rinuncino ai loro “diritti sessuali e riproduttivi” per denaro. Chi vi si sottopone per tutta la gravidanza è costretta a vivere secondo i dettami dei committenti: non è neanche più libera di mangiare e bere quello che vuole, né di avere rapporti sessuali col suo partner. Deve fare test e controlli – anche invasivi – su comando dei committenti, deve abortire (uno o più bambini se la gravidanza è gemellare) in base al desiderio dei committenti. Dovrà per forza partorire con taglio cesareo, il giorno deciso da loro. E non potrà neanche vedere il bambino, neanche se alla fine della gravidanza non volesse più darlo via.
Non sarà mai una libera scelta della donna sottoporsi a tutto questo. Ci sarà sempre dietro una “coercizione esistenziale” e spesso una scarsa informazione sulle conseguenze e sui dettagli dell’accordo.

E non manca il solito esempio decontestualizzato:

Ricordano un esempio: una madre surrogante, che doveva partorire un bambino “appartenente” a un stella della Tv, consentì per contratto (e lei non ne aveva idea) a far filmare il parto. La cosa venne trasmessa in Tv e durante il programma in questione si sono sentiti per tutto il tempo i commenti volgari degli uomini sui genitali della malcapitata.

Con un'arroganza che pare demoniaca, concludono l'articolo affermando:

Chissà se i tanti omosessuali che ragionano secondo il buon senso e la pensano come la Bindel e Powell prendono coraggio di fare “outing” su questa questione e riescono a mettere a tacere quegli attivisti gay dai quali non si sentono affatto rappresentati…

Se grazie a Dio la maggior parte dei cattolici non si sentono rappresentati da qual branco di integralisti, tutto il discorso è l'ennesimo esempio di come l'organizzazione di Brandi cerchi di sfruttare l'ignoranza per fare soldi e promuovere l'odio omofobico.
Ovviamente Brandi dice che è "colpa" dei gay se esiste la GpA, ma le statistiche dicono che la stragrande maggioranza di chi vi accede sono coppie eterosessuale. Mentire sulle premesse pare solo un patetico espediente di colpire un gruppo sociale, sottolineando come a loro non freghi nulla del tema dato che non paiono interessati ad affrontarlo con onestà.
Ed altrettanto doveroso è osservare come la contrarietà ad una pratica non legittimi le aggressioni che lui e la sua gente ama fare contro bambini già nati che lui vorrebbe fossero privati da ogni diritto civile perché i loro genitori non sono a lui graditi. Curiosamente, la totalità di genitori da lui attaccati è omosessuale, quasi non gliene fregasse nulla degli etero che trascrivono la nascita di figli nati mediante GpA.

Se è pur vero che alcuni gay non sono favorevoli alla GpA, questo non significa che sia lecito aggredire le famiglie che vi sono ricorse. Giurare il contrario significa mentire. E d'altra parte Brandi dovrebbe guardarsi allo specchio dato che lui ne è uno dei maggiori promototi, dato che ha molta rilevanza come le leggi italiane (al contrario di quelle francesi o inglesi) non permettono alle famiglie gay di poter adottare bambini bisognosi.
Se il problema fosse davvero laGpA, dovrebbe essere in prima linea a chiedere l'introduzione dell'adozione. ma forse la GpA è solo un pretesto per chiedere che ai gay sia negata la genitorialità dato che pare sia quello l'unico obiettivo di chi festeggia quando dei poveri bambini vengono dati in adozione a fondamentalisti alla Gandolfini o alla Filippo Fiani che pretendono di poterne decidere l'orientamento sessuale.

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