Cascioli va sempre più ad est, cercando preti che benedicano il suo sostenere che l'odio omofobico sia l'unico vero dogma di fede



Non passa giorno senza che il sito fondamentalista di Riccardo Cascioli non si metta a raccontare ai proprio proseliti che Gesù era un deficiente a sostenere che l'amore verso il prossimo fosse una proprietà. Lui, dall'alto della sua ostentata passione e per le donne, giura che la priorità della Chiesa debba essere l'odio omofobico.

In un articolo a firma di Roberto Marchesini, affermano:

“Il fenomeno dell’omosessualità divide sempre più anche la Chiesa cattolica”. Lo spiega in questa intervista il filosofo polacco Andrzej Kobyliński. “Se non viene più condivisa da tutti i cattolici una visione comune dell’omosessualità, allora come salvare la stessa concezione del sacerdozio e dei sacramenti?", si chiede, annunciando, secondo gli ultimi studi, che c'è “un esodo eterosessuale dal sacerdozio”. “A causa dello scontro sull’omosessualità crescerà sempre più la disintegrazione del cattolicesimo".

Se dovrebbe rincuorarci come questa gente debba ricorrere a preti ucraini o polacchi per trovare chi benedica le loro crociate d'odio, surreale è come esista una parte della Chiesa che appare ossessionata dalla volontà di attaccare e discriminare i gay.
L'omofobia come unico dogma di fede e ciò che Riccardo Cascioli pare voglia promuovere ad uso e consumo di quell'estrema destra che tanto gli piace. E come ogni destra fondamentalista, ha bisogno di creare nemici se vuole poter mettere a dubbio un cieco odio coltivato attraverso l'abuso del sentimento religioso e uno sdoganamento di ogni più perversa forma di discriminazione.
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