Formia, soccorre un uomo ma il cameriere di un vicino ristorante lo apostrofa con l'appellativo di «mezzo frocio»



In quella che appare ormai come la cronaca di discriminazioni pressoché quotidiane, è da Formia che giunge notizia dell'ennesimo caso di omofobia.
La vittima è un ragazzo che stava recandosi con alcuni amici in un bar situato nella zona Largo Paone, quando in un sottopassaggio ha trovato un uomo incosciente che aveva sbattuto la testa e aveva perso molto sangue. Il giovane ha immediatamente chiamato i soccorsi e si è recato insieme ad un'amica al ristante Zi' Anna Mare per chiedere dell'acqua, del ghiaccio e un della carta con cui tamponare le ferite dell'uomo.
Qui ha trovato un cameriere impegnato a parlare al telefono che non pareva particolarmente preoccupato dell'accaduto, tant'è che ad aiutarlo sono stati altri suoi colleghi. Quando il giovane era in procinto di uscire, il cameriere lo apostrofa con l'appellativo di «mezzo frocio» lamentandosi di come l'avesse disturbato mentre era al telefono.
Arrivata l’ambulanza, il ragazzo è tornato al ristorante per mettere in chiaro che quelle offese non erano tollerabili. peccato che al posto delle scuse siano arrivate nuove prese in giro e, ottenuto di poter parlare con il titolare, si è sarebbe sentito rispondere «vabbè non fa niente».

Marilù Nogarotto, presidente di Arcigay Latina, ha chiesto l’immediato intervento della sindaca di Formia, affinché effettui «i doverosi controlli nel ristorante, al fine di far sanzionare il cameriere ed il titolare». Fabrizio Marrazzo, responsabile di Gay Help Line,parla dell’ennesimo «episodio che registriamo commesso da attività commerciali. Risulta importante approvare al più presto una legge contro l’omotrasfobia ed attuare azioni formative contro la discriminazione in particolar modo verso le imprese».
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