Il leghista Fontana promette l'abolizione della Legge Mancino. L'Ampi chiede le sue dimissioni



«Chiedo con forza le immediate dimissioni del Ministro Fontana. Le sue dichiarazioni violano gravemente la Costituzione della Repubblica». È quanto dichiara Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI, dopo che il ministro leghista ha avanzato la richiesta di abolire la Legge Mancino.
La legge Mancino, che il ministro Fontana promette di voler abrogare, è nata nel giugno del 1993 e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.
Il ministro alla famiglia (bianca ed eterosessuale) sostiene che il contrasto all'ideologia nazista «offre una sponda al razzismo anti-italiano».
Citando Libero come autorevolissima fonte delle sue informazioni, Fontana sostiene che «il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l'intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico». Conclude così che «abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato».
Metteo Salvini è immediatamente intervenuto per sostenere che lui è favorevole a sostenere che il razzismo e l'odio contro le minoranze debbano essere ritenute lecite opinioni. Un atteggiamento che lancia un messaggio forte e ben preciso: l'italico razzista non si deve preoccupare perché a difendere le sue malefatte ci penserà la Lega.
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