La diocesi di Imola augura la morte agli atei



Secondo quanto dichiara il vescovo Zuppi, sarebbe stato Dio a «proteggere Bologna» perché avrebbe deciso di far esplodere un'autocisterna sulla tangenziale all'altezza di Borgo Panigale e non nel centro cittadino. Dovremmo dunque dedurne che le vittime e i feriti fossero ritenuti meno meritevoli di vita da parte di un Dio che non avrebbe esitato a sacrificarli.
Il sostenere che Dio possa "decidere" dove far avvenire le esplosioni o quali persone debbano restare uccise è un discorso molto pericoloso, dal quale potremmo ricamare molta dietrologia sul fatto che sarebbe lecito incolpare Dio per ogni stupro, assassinio, bomba o femminicidio che non avrebbe impedito.
Eppure quella di nominare il nome di Dio invano sembra ormai una moda . Dopo quelli che sostenevano che il terremoto in Umbria fosse un castigo divino per le unioni civili, è sempre in un clima di superstizione che assistiamo ad una preoccupante deriva animista che in Grecia un un vescovo ortodosso ha avuto il coraggio di sostenere che «la Grecia brucia perché Tsipras è ateo». Parole che hanno scatenato il plauso dei lettori de Il Giornale, secondo i quali quella ortodossa sarebbe «una grande chiesa» perché da loro ritenuta «combattente e tutelatrice della identità dei popoli, senza bisogno di alcun Papa».
Emergono i punti
Già, perché il Papa non piace ai leghisti dato che cita Gesù nell'invitare all'accoglienza, loro preferiscono un Salvini che vuole multare chi non espone simboli religiosi che lui ha usa come oggetti di offesa a chi ha diverse culture.

E se il circolo Uaar di Boglogna ha fatto un po' di ironia sulle dichiarazioni del vescovo, è il delegato stampa della Diocesi Imola ad augurare loro la morte:



Oltre ad augurarsi che altre persone muoiano dato che l'uomo asserisce che ci sarà una prossima volta, se dovessimo accettare le parole del vescovo allora dovremmo dedurre che stia chiedendo a Dio di uccidere qualcuno solo perché ateo.
Francesco Arus si pone anche come un grande sostenitore delle politiche omotransofobiche di Mario Adinolfi  e le sue pagine social sono piene zeppe di messaggi finalizzati a promuovere il suo partito integralista, tra gli organizzatori delle blasfeme preghiere contro i gay.
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