La Lega minaccia i giudici: «Se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa»



Anche se Matteo Salvini ha perso le elezioni, è lui a comandare. Conte appare come un fantoccio, Di Maio come il responsabile dell'inizio della fine e Salvini come l'uomo che decide della vita altrui senza bisogno di rispettare le leggi o di passare da noiosi voti parlamentari. Lui ordina il sequesto di persone, lui aizza i suoi seguaci a chiedere che l'illegalità possa permettergli schedatura su base etnica o arresti sommari eseguiti senza bisogno di alcun intervento da parte della magistratura. Si tratterà anche di atti che piacciono all'elettorato razzista della Lega, ma si tratta di azioni oggettivamente contrarie alla Costituzione. Tutto ciò accade mentre il leghista che vuole essere chiamato «capitano» si fa pagare dai cittadini il suo personale ufficio di propaganda, ovviamente dopo aver dato loro un forte aumento di stipendio (tanto mica sono soldi suoi).
In quel costante clima d'odio e on quella interminabile campagna elettorale con cui Salvini si propone come nuovo duce, è sempre dai banchi leghisti che si sono sollevate esplicite minacce contro la magistratura.
A firmarlo è stato il deputato e segretario della Lega in Abruzzo Giuseppe Bellachioma, che su Faceboo condivide un messaggio di Matteo Salvini sull'indagine contro ignoti aperta per il caso della Diciotti aggiungendo: «Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa... occhio!!!».

Secondo l'articolo 289 del codice penale, chiunque sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia esso una organizzazione internazionale, a compiere un qualsiasi atto è punito con la reclusione da 25 a 30 anni. Sequestrare 170 per ricattare l'Europa e minacciare ritorsioni se i giudici faranno rispettare la legge è un fatto che si commenta da sé.
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