La lobby di Filippo Savarese



Basta accedere al profilo LinkedIn di Filippo Savarese per poter leggere come lui stesso descriva il suo lavoro presso la CitizienGo di Ignacio Arsuaga:



Anche se si tratta di un fatto ovvio, ci sarebbe da domandarsi quanti dei suoi proseliti sappiano che quel tale che giura su Dio che i gay sarebbero una «lobby» non fa ministero di come il suo compito sia quella di creare una lobby finalizzata a promuovere le istanze del fondamentalismo. A giudicare dai commenti che si leggono su Facebook, probabilmente ben pochi.
Se le parole usate per le sue rivendicazioni paiono opinabili, emerge come Savarese dica di voler "difendere" la libertà di coscienza anche se poi è impegnato nel chiedere l'imposizione di legge che vietino tale libertà a chi non è conforme al suo volere. Ed interessante è anche osservare come lui ridefinisca i diritti umani attraverso l'aggiunta della parola «innati» quasi volesse preludere dei distinguo.
Se la sua attività marketing è tristemente nota, interessante è anche osservare come definisca la sua seconda attività lavorativa:



Se il sostenere che la Manif Pour Tous sia «aconfessionale e apartitica» fa sorridere, curioso è come intercali le citazioni dei principi costituzionali con aggiunte scritte di suo pugno. Non ha senso sostenere che si voglia difendere la famiglia «naturale fondata sul matrimonio» se poi aggiunge di suo pugno un distinguo che minaccia quel principio. Che a lui piaccia o meno, la Costituzione non prevede alcun distinguo sul genere dei coniugi come già rilevato dalla Corte Costituzionale, motivo per cui il cercare id alterare il significato della Carta per piegarli al proprio volere è un atto che si commenta da sé.
Se anche in questo caso è opinabile che il voler provare i bambini da ogni tutela giuridica in virtù di come loro sostengono che un genitore debba poterne disporre a proprio piacimento (evidentemente anche se violento, omofobo o pedofilo), non viene taciuta l'iniziativa che mira alla colonizzazione della scuola come mezzo per impedire l'attuazione dei  progetti di educazione al rispetto che non piacciono a quel Gandolfini che è parte del loro gruppo.
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