La Turchia giustifica con l'omofobia il suo abbandono dell'Eurovision



La Turchia abbandona l'Eurovision perché ai bambini bisogna dire che il maschio ha il dovere di dominare la donna secondo i dogmi di Adinolfi e degli altri omofobi professionisti o c'è il rischio che possano non essere intolleranti come i fondamentalisti esigono siano. Lo ha dichiarato la Turkish Radio and Television Corporation (TRT) in quell'ormai abusato uso dei bambini quale giustificazione all'odio omofobico: «Siamo contrari a quel sistema di voto. Come emittente pubblica, poi, non possiamo trasmettere in diretta alle ore 21:00, quando i bambini sono ancora svegli, personaggi come l’austriaco barbuto che indossa una gonna, che non crede nei generi e che dice di essere sia uomo che donna».
Se in realtà è dal 2013 che la Turchia non partecipa alla manifestazione, è rimarcando come l'inclusività non sia di loro interesse, che si lanciano pure nel sostenere che «altri paesi se ne stanno andando per colpa loro. C'è una confusione mentale per colpa degli organizzatori. Se questo cambierà, allora torneremo».
A meno che non parlassero della Russia omofoba di Putin, a nessuno risulta che altri Paesi abbiano abbandonato la competizione per una «confusione mentale » che deriverebbe dalla mancata esclusione di chi non è conforme ai loro stereotipi.
E se la si dovesse mettere sullo stesso piano, magari gente come Adinolfi potrebbe anche mettersi a strillare che sia intollerabile mostrare ai bambini cantanti di religione non cristiana, motivo per cui tutti potrebbero esigere la discriminazione di chiunque altro in quel costante uso ideologico dei bambini quale scudo umano da usare come giustificazione ai propri pregiudizi.
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