L'Uccr torna a sostenere che i gay si suiciderebbero perché gay e non perché vittime di omofobia



Agli omofobi dà fastidio l'evidenza di come il loro odio provochi morte. Sino a quando le loro rivendicazioni rovinano vite umane, l'impressione è che quasi se ne vantino, ma quando spingono giovani al suicidio, il negazionismo è la loro regola.
In particolar modo è l'Uccr a pubblicare ciclicamente dei presunti studi pseudo-scientifici in cui un qualche sconosciuto giura che l'omofobia non danneggerebbe le sue vittime e che gli adolescenti gay si suiciderebbero solo perché gay. Sinceramente c'è da augurarsi che siano quantomeno atei che stiano sfruttando la religione per profitto o sarebbe tragico pensate possano anche solo lontanamente sperare di potersi giustificare con simili storielle quando Dio gli chiederà conto del male inferto a degli innocenti sulla mera base del loro odio verso il prossimo.

L'ultima sciocchezza negazionista da loro pubblicata è un articolo in cui affermano:

“Discriminazione gay spinge al suicidio”, “si suicidano perché vittime di bullismo”, “quando sono ostacolati dalla famiglia, gli omosessuali sono a rischio suicidio”. Queste e altre sono le solite affermazioni dello psichiatra arcobaleno Vittorio Lingiardi, docente presso La Sapienza di Roma. Tutte balle, almeno secondo uno studio australiano, per il quale le cause derivano prevalentemente dalla maggiore incidenza di problemi di relazione tra omosessuali.
Il dott. Delaney Skerrett, dell'Australian Institute for Suicide Research and Prevention presso la Griffith University, ha guidato un gruppo di ricercatori nello studio dei suicidi, scoprendo che la causa principale del suicidio tra le persone “lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali” (LGBTI) è lo stress derivato dai loro partner. «Spesso assumiamo che il disagio psicologico che le persone LGBTI stanno attraversando sia dovuto al rifiuto della famiglia. Ma sembra che non sia così. Il conflitto è in gran parte correlato ai problemi di relazione, con i partner», ha affermato lo scienziato.

Dunque è nel nome di dottor tal dei tali che bisognerebbe presumere che un adolescente non risentirebbe minimamente di genitori che lo accettano. Non male per gente che si auto-proclama "paladini della famiglia" per spergiurare che un genitore che odia i suoi figli sia ininfluente sulla loro vita.

Ed ancora, affermano:

Le cause del suicidio e della depressione nella comunità omosessuale sono purtroppo più complesse di quanto ammettono gli attivisti gay. Essi, «da tempo, parlano di una singola spiegazione per gli alti livelli di problemi di salute fisica e mentale tra coloro che si impegnano in relazioni omosessuali», ha commentato Peter S. Sprigg, ricercatore presso il Family Research Council di Washington. «Danno la colpa all'omofobia, lo stigma che soffrono a causa della società e il rifiuto da parte dei membri della famiglia che disapprovano la loro condotta. Ma la ricerca scientifica, tuttavia, non ha mai supportato questa spiegazione».
Inoltre, l'indagine ha confermato diversi studi precedenti che hanno scoperto che gli omosessuali affrontano tassi molto elevati di violenza da partner, maggiori rispetto agli eterosessuali. Uno studio del 2007, ad esempio, pubblicato sul Journal of Urban Health dalla New York Academy of Medicine, ha rilevato che addirittura il 32% degli omosessuali è stato abusato da almeno un partner durante la vita, mentre altri studi parlano addirittura del 47,5% delle lesbiche. D'altro canto, si è rilevato che nei Paesi comunemente definiti gay-friendly i tassi di suicidio delle persone con tendenze omosessuali è, purtroppo, lo stesso.

La malafede di questa gente si spinge sino a citare studi su violenze domestiche solo dopo averli depurati da un dettaglio: le violenze aumenterebbero in relazione allo stigma sociale subito nelle singole comunità quale causa del nervosismo suscitato da quel clima di omofobia. Dunque il citate studi che provano una tesi per spergiurare il suo esatto contrario appare quanto di più squallido e patetico si possa fare.
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