Provita Onlus calpesta pure la memoria dei militari caduti allo scopo di abusarne per la loro promozione dell'omofobia



Non passa giorno senza che Provita Onlus non si metta a fare disinformazione allo scopo di promuovere odio omofobico attraverso la creazione di false contrapposizioni sociali, spesso cercando di sostenere che i gay toglierebbero un qualcosa agli etero o che i loro diritti andrebbero interpretati come una prepotenza. Lamentando come la corte di Appello di Milano abbia riconosciuto la reversibilità della pensione ad un superstite che non aveva potuto sposare il proprio compagno in virtù di come la legge dell'epoca non lo permettesse in contraddizione all'articolo 2 della Costituzione, l'organizzazione integralista se ne esce scrivendo:



Se bisognerebbe indagare sul perché l'organizzazione integralista citi il quotidiano di Belpietro in ogni occasione oltre a promuoverlo sulle pagine del loro sito, resta l'evidenza di una contrapposizione creata allo scopo di promuovere odio mediante disinformazione.
Ammesso che l'organizzazione di Brandi non voglia tentare di sostenere che nel 2003 la legge impedisse ad Adele Parrillo di poter sposare Stefano Rolla in quanto eterosessuali, dovremmo dedurne che il caso è stato trattato nello stesso identico modo in cui oggi verrebbero trattati due gay che avessero deciso di non unirsi civilmente. La sentenza si basa infatti sul riconoscere un impedimento incostituzionale inferto dallo stato ad un gruppo sociale, privato di un diritto riconosciuto agli altri cittadini. Dunque non è per scelta che i due non si sono potuti sposare, contrariamente a quanto si potrebbe dire della donna di cui Provita sta abusando per le sue finalità propagandistiche.
Ciò rende ancor più patetico il loro utilizzo di un militare ucciso che probabilmente è stato scelto al solo scopo di far leva sui sentimenti nazionalisti dei loro seguaci di estrema destra.
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