Provita Onlus si mette a promuovere la candidatura politica dei propri redattori



Se c'è da morire dal ridere ogni qualvolta l'organizzazione forzanovista Provita Onlus si dichiara «apartitica» mentre il prestanome delle società estere di Roberto Fiore risulta essere pagato da Forza Nuova per fare l'autista al loro presidente, è mettendo a frutto il loro commercio di odio omofobico che l'organizzazione si è lanciata pure nella promozione della candidatura politica dei propri redattori. Sul proprio sito, scrivono:

Francesco Agnoli, professore di storia e filosofia, giornalista, già collaboratore di Avvenire, Il Foglio, La Verità e dei mensili Notizie ProVita e Il Timone, è candidato per le elezioni regionali in Trentino Alto Adige del 21 ottobre di quest’anno.

Emerge così una relazione tra il quotidiano dei vescovi, l'organizzazione di Brandi ed una delle testate di Riccardo Cascioli (già direttore dell'omofoba Nuova Bussola Quotidiana). Il tutto attraverso "onlus" che beneficiano di denaro pubblico per fare campagne elettorali esentasse.

La campagna promozionale a sostegno delle destre passa ben presto a mettere a frutto la bufala «gender» attraverso il vantarsi di aver impedito la protezione di qualunque minore non sia confirme al "modello ariano" teorizzato dal fondamentalismo:

Civica Trentina, fondata dall’avvocato e sindaco Rodolfo Borga, è il partito territoriale che più si è battuto e si batte, con grande efficacia, anche grazie alla competenza dei suoi membri, per i principi e i valori in cui credo (tra le altre cose Civica Trentina ha fermato l’entrata obbligatoria del gender in tutte le scuole del Trentino, ndr).

Segue il banner promozionale del quotidiano di Maurizio Belpietro. E tra i commenti c'è chi assicura preghiere per l'ascesa delle destre e chi si spreca in titolo onorifici verso i candidati promossi da Toni Brandi.

Il signor Francesco Agnoli risulta essere il fondatore della "marcia per la vita", il gestore del blog integralista Libertà e Persona e l'ex presidente del Movimento Europeo per la la Difesa della Vita e della Dignità Umana (MEVD). Si tratta di un uomo chiave nella nascita della lobby integralista, legato a doppia mandata con l'ultradestra.
Figura tra i firmatari della petizione in difesa dell'odio omofobico di Silvana De Mari e nel 2016 parlò di Putin con questi toni:

Segnali positivi e confortanti vengono dalla Croazia, dalla Polonia, dall’Ungheria, e dalla Russia. Dove il presidente Putin, descritto in casa nostra, non di rado dagli stessi che esaltavano Stalin, come un freddo e crudele dittatore, persegue invece un programma di rinascita del suo paese, sia da un punto di vista economico che da un punto di vista morale: sia restituendo alla nazione i suoi beni, sottratti al popolo da pochi e avidi oligarchi, sia combattendo la disgregazione familiare, il ricorso all’aborto e l’ideologia del gender.

Insomma, ad essere slacciato per un timido redattorino che si starebbe affacciando alla politica è un uomo che da anni muove i fili a danno di un intero gruppo sociale.
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