Riccardo Cascioli: «Parlare di pedofilia è un modo per deviare l’attenzione dal vero problema: l’omosessualità»



In mezzo ad immaginette di papi e di santi, è l'home page de La Nuova Bussola Quotidiana a risultare quasi imbarazzante nella sua ideologia. Sopra all'editoriale in cui si sostiene che il razzismo non esista, è a tutta pagina che lanciano un articolo di Riccardo Cascioli dal titolo "Salviamo l'Incontro mondiale delle famiglie dalla lobby gay".

Sotto all'immagine di padre James Martin, sgradito a Cascioli perché non conforme alla sua ideologia xenofoba ed omofoba, il fondamentalista parte con l'accomuniate la gravità degli abusi sessuali compiuti su minori da preti pedofili all'omosessualità di alcuni prelati. E tra le due cose, sostiene che sia più importante impedire ai preti gay di esistere piuttosto che fermare gli abusi sessuali sui minori (solo pochi giorni fa un sacerdote è stato pizzicato mentre molestava una bambina). Scrive:

Lo scandalo dei vescovi coinvolti in attività omosessuali o responsabili di abusi su minori e adulti sta sconvolgendo la Chiesa, ma la gravità delle cose fin qui emerse esige che si vada fino in fondo per comprendere l’ampiezza e le cause del fenomeno. E soprattutto salta all’occhio che l’ondata omosessualista è arrivata molto in alto in Vaticano e, tanto per fare un esempio, sta influenzando il prossimo Incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà in Irlanda dal 21 al 26 agosto prossimi e avrà il suo culmine nell’incontro con papa Francesco negli ultimi due giorni.

Cascioli inizia così a chiedere l'allontanamento dei preti che hanno opinioni diverse dalle sue, sostenendo che «il vero problema nel clero è l’omosessualità». Esatto, non la pedofilia o il razzismo, il problema sarebbe l'omosessualità. Afferma così che:

Se decisioni drastiche devono essere prese, la prima riguarda proprio l’incontro di Dublino: il programma deve essere rivisto così come la posizione del presidente del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, il cardinale Kevin Farrell, la cui permanenza in questo posto di responsabilità è ormai più che imbarazzante.
Ma andiamo per ordine. Anzitutto quanto è accertato dai casi degli Stati Uniti (cardinale McCarrick e non solo), del Cile e dell’Honduras - che coinvolgono pesantemente cardinali molto vicini a papa Francesco – dovrebbe ormai convincere che il vero problema nel clero è l’omosessualità. Nella stragrande maggioranza dei casi accertati anche negli scorsi decenni, gli abusi sui minori sono una conseguenza, o un’estensione dell’attività omosessuale. Questo è il nodo fondamentale, come andiamo ripetendo da anni; parlare semplicemente di pedofilia è un modo per deviare l’attenzione da quello che è il vero problema: l’omosessualità.

Non è la prima volta che Riccardo Cascioli spergiura su Dio che l'omosessualità debba essere ritenuta sinonimo di pedofilia, negando ogni evidenza sul fatto che il maggior numero di abusi viene commesso in famiglia da genitori conformi ai distinguo del fondamentalismo cattolico in tema di famiglia.
Non meno grave è il suo voler attribuire un orientamenti sessuali ad atti di abuso sui minori, una vera e propria truffa culturale che grida vendetta al cospetto di Dio per la sua evidente falsità.

Si passa così a sostenere che la Chiesa debba odiare ai gay e non debba tollerare pareri contrari ai suoi. Se Gesù invitava all'amore e se nei vangeli non esiste alcuna condanna all'omosessualità, Cascioli sostiene che il vero volere di Dio non è quello predicato da Gesù, ma quello deciso trent'anni fa da Joseph Ratzinger:

Questo ci conduce al secondo punto, che è lo scenario che dobbiamo tenere presente per inquadrare non solo i casi emersi negli scorsi anni ma soprattutto quanto sta emergendo dai casi più recenti che chiamano in causa vescovi e cardinali. Ebbene, ancora una volta dobbiamo tornare alla “Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali” (1 ottobre 1986), firmata dall’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale Joseph Ratzinger. Tra le altre cose, Ratzinger denunciava – e siamo nel 1986 – l’esistenza di una lobby gay nella Chiesa in combutta con organizzazioni gay al di fuori della Chiesa per sovvertire l’insegnamento cattolico riguardo all’omosessualità. Sarebbe troppo lungo qui citare il documento, ma i punti 8 e 9 descrivono alla perfezione ciò che allora poteva sembrare una esagerazione ma che oggi è una realtà sotto gli occhi di tutti. C’è una vera e propria rete di ecclesiastici omosessuali che non solo si coprono nelle loro attività immorali, ma che in questi anni hanno portato avanti una vera e propria agenda per sovvertire la dottrina cattolica. È quella che il sacerdote polacco Dariusz Oko ha definito “Omoeresia”.

Se il termine citato viene promosso in Italia proprio da Cascioli, tutto tronfio nel suo agitare crocefissi mentre sostiene che la natura creta da Dio sia sbagliata dato che lui esige gli si riservino privilegi civili e sociali derivanti dall'origine delle sue erezioni, è alimentando allarmismo che assicura che la Chiesa sia in errore ad accettare il volere di Dio quando potrebbe seminare morte e distruzione in nome del pregiudizio:

I modi in cui questo avviene sono diversi: dalla teologia che viene insegnata nei seminari e nelle pontificie università che rimette in discussione «la verità sulla persona umana» - come dice il documento Ratzinger –, alle pressioni sempre più forti per benedire le unioni omosessuali; dalla pastorale per le persone omosessuali che ne legittima l’attività sessuale, alla richiesta di riconoscimento civile delle unioni gay. Citiamo solo alcuni casi più recenti: il moltiplicarsi in maggio di veglie contro l’omofobia nelle diocesi italiane; la pastorale per le persone omosessuali affidata in larga parte ad associazioni e gruppi che perseguono il riconoscimento dello stile di vita omosessuale; il documento preparatorio al Sinodo dei giovani che per la prima volta fa propria la terminologia Lgbt; lo schieramento aperto della Conferenza Episcopale Italiana a favore del riconoscimento delle unioni civili (seppure in forma più moderata rispetto alla legge effettivamente approvata); il ruolo importante che il quotidiano Avvenire da molti anni sta giocando nel cercare di cambiare la mentalità dei cattolici riguardo all’omosessualità; la nomina del gesuita padre James Martin, noto attivista che promuove l’agenda Lgbt, a consultore della Segreteria per la Comunicazione; e potremmo continuare ancora per molto.

Il solo fatto che nel 2018 ci possano essere persone che parlano di «stile di vita omosessuale» pare la dimostrazione di come parte della società sia ancora medioevale, anche se inizia a emergere come il problema che fa agitare Cascioli è la mancata censura dell'opinione di un sacerdote che ha idee diverse dalle sue:

Ma proprio la vicenda di padre Martin ci porta diretti all’Incontro mondiale delle famiglie. Padre Martin è stato infatti invitato come relatore ufficiale all’appuntamento di Dublino, un tentativo chiarissimo di far accettare l’attività omosessuale nel contesto familiare. Si tratta di un tentativo subdolo di colpire al cuore il significato della famiglia, una scelta che ha già creato molte polemiche, ma senza che da Roma sia venuto un qualche segnale di ravvedimento. Tutt’altro: a quanto è dato sapere, per l’incontro con il Papa si starebbe preparando una situazione in cui troveranno spazio diversi “tipi” di famiglie.

A quel punto Cascioli torna a usare gli scandali sessuali come mezzo di diffamazione, in quell'ipocrisia in cui sostenevano che il fratello di Ratzinger non dovesse rispondere degli abusi perpetrati nel coro di Ratisbona mentre chi ha opinioni divergenti dalle sue debba subire accuse anche meno fondate:

Sebbene in questa impostazione ci sia anche una chiara responsabilità dei vescovi irlandesi, a rendere il tutto più inquietante è la situazione in cui si è venuto a trovare il cardinale Kevin Farrell con l’esplosione dello scandalo McCarrick. Farrell è stato infatti per sei anni vicario generale di McCarrick a Washington, ci ha vissuto fianco a fianco quando i seminaristi venivano insidiati dal porporato; e lo stesso McCarrick ha lanciato Farrell nella carriera ecclesiastica. Oggi Farrell dice di non aver mai sospettato di nulla né mai nessuno gli ha riferito di lamentele o chiacchiere intorno all’arcivescovo.
Viste le dimensioni dei misfatti di McCarrick e le voci che si inseguivano da anni, la versione del cardinale Farrell ha dell’incredibile. Ci sono solo due possibilità: o mente spudoratamente in quanto complice di McCarrick o è talmente fuori dalla realtà di non accorgersi di quanto accade sotto i suoi occhi. Entrambe le ipotesi sono gravissime e da sole consiglierebbero le dimissioni immediate dall’incarico in Vaticano, ma la coincidenza con l’Incontro mondiale delle Famiglie, con la svolta gay che gli si vuole dare, rende la posizione di Farrell ancora più insostenibile.

Sempre scegliendo insulti e sostenendo che i gay possano avere spazio solo a causa di fantomatiche lobby che non idolatrano i suoi coiti, Cascioli torna a sostenere che sia colpa dei gay se oggi la gente denuncia gli abusi subiti negli ultimi cinquant'anni (ebbene si, anche se lui omette quel dettaglio, molti dei casi riguardano gli anni in cui vigeva l'omofobia che lui difende):

Possiamo però scommettere che si farà di tutto per mantenere il cardinale Farrell al suo posto e il programma dell’Incontro mondiale delle famiglie inalterato, inclusa la presenza di padre Martin. Il motivo purtroppo è semplice: mai la lobby gay è stata così potente in Vaticano. Potente lo era già negli anni ’90 se è vero che McCarrick ha potuto diventare arcivescovo di Washington e quindi cardinale malgrado le denunce sulla sua condotta arrivate anche a Roma. Ma non si può non notare che negli ultimissimi anni si sta assistendo a una crescita smisurata di potere nelle mani di prelati coinvolti (direttamente o indirettamente) in casi di omosessualità e abusi sessuali o fortemente chiacchierati.

Conclude così che i gay vadano estirpati perché* lui vuole una Chiesa bianca, eterosessuale e possibilmente incline a votare Salvini:

Se non si smantella questa rete al cuore della Chiesa, qualsiasi tentativo di rimettere ordine non potrà risultare credibile. L’Incontro mondiale delle famiglie sarà il primo test.

Resta la gravità di un mezzo di disinformazione che tenta ossessivamente di ingannare i propri lettori per inculcare loro l'idea che esisterebbe un nesso fra pedofilia e omosessualità. Dovessimo usare i loro stessi toni, potremmo osservare che la menzogna arriva sempre da Satana.
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