Rinviato a giudizio il leghista che voleva bruciare i figli gay nel forno



La Procura di Genova ha chiesto un rinvio a giudizio di Giovanni De Paoli, il consigliere regionale della Lega che due anni fa pronunciò una frase omofoba al termine di un’audizione in commissione del coordinamento Liguria Rainbow.
Stando ai testimoni, dichiarò: «Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno». Dal canto suo De Paoli ha sempre smentito, sostenendo di aver detto: «Se avessi un figlio gay non lo brucerei in un forno».
A seguito all'esposto presentato da Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione, il pubblico ministero Patrizia Petruzziello ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’esponente leghista. Sarà dunque compito dei giudici appurare i fatti.
Soddisfazione è stata espressa dall'avvocatessa Ilaria Gibelli: «Un primo passo è stato fatto: quello che a noi importa come persone della comunità lgbt è il rispetto delle nostre vite, rispetto che in primo luogo deve venire dalle istituzioni. Non possono accadere episodi di omofobia dentro i palazzi della Regione, episodi che rischiano di delegittimare altre persone anche fuori».
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