Salvini ama gli animali e attacca i rituali religiosi (ma la coerenza?)



Nel paese che si è più volte rivelato pieno di pecore (forti con i deboli e deboli con i forti) non sorprende che Salvini si spenda per la salvaguardia degli animali (per mere ragioni di immagine, lo dico da vegano). In questo caso la cosa si accompagna alle polemiche sulla macellazione rituale islamica (guarda caso) e Salvini decide di attaccare chi fa soffrire gli animali:
«Oggi in tutta Italia i fedeli musulmani hanno celebrato la festa del sacrificio, che prevede il sacrificio di un animale, sgozzandolo. A Napoli questo capretto è stato salvato all’ultimo ma nel resto del Paese centinaia di migliaia di bestie sono state macellate senza pietà. Vi faccio una domanda: è normale secondo voi far soffrire così gli animali? Per me no»

Verrebbe da chiedersi perché allora non spende una parola per gli allevamenti intensivi di animali dove essi sono allevati in modo disumano per dar da mangiare a persone come lui? Come al solito utilizza la cosa per dare contro a chi gli interessa (senza una coerenza di fondo) al solo scopo di raccattare i consensi dai pecoroni che seguono ogni cosa che dice come un profeta. Senza contare che parla contro la sofferenza di chi propone le terapie di conversione, alle violenze familiari o a chi si fustiga in piazza proprio no, tanto per lui il male puro è legato solo a chi ha una pelle di qualche grado più scura e gli italianissimi italiani, che fino a qualche anno fa disprezzava a favore dei purosangue padani, sono mondati da qualunque problema o responsabilità.



Marco S.
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