Salvini e gli insulti contro i singoli dissidenti



Matteo Salvini continua a sostenere che 60 milioni di italiani lo vogliano come loro signore e padrone. Curioso, dato che alle urne solo un misero 17% di elettori lo ha votato. Eppure l'ufficio di propaganda per l'esaltazione del "comandante" (rigorosamente fatto pagare ai cittadini) continua a creare messaggi in cui è l'offesa e l'odio a farla da padrone, con un Salvini che lamenta che chi non vuole xenofobia e violenza rappresenterebbe un «insulto» ad un popolo che lui giura voglia marciare al passo dell'oca sotto la sua egemonia.

È con toni indegni per un rappresentante delle istituzione che contro chef Rubio scrive:


Nella retorica di Salvini, tutti sarebbero «clandestini» dato che a lui non è mai fregato nulla della legge e del principio costituzionale per cui chi chiede asilo non può essere ritenuto tale. E dice pure che non ci sarebbe democtazia nel chiedere che si rispetti il volere del popolo mentre un uomo che ha perso le elezioni impone il suo volere senza mai passare da votazioni parlamentari.
Naturalmente, come sempre, la colpa è della Boldrini, in quel l'ossessione in cui il bulletto insegna ai nostri figli che la violenza paga e che l'arroganza è la via. D'altra parte Salvini non ha mai pronunciato una sola parola volta a costruire qualcisa, la sua intera esistenza mediatica è sempre contro qualcuno.
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