Salvini riserva parole di cordoglio solo ai morti nati in Italia



Ieri c'è stato un incidente sull'A14, a Borgo Panigale. Una violenta esplosione di un'autocisterna ha creato un cratere nell'autostrada ed ha provocato tre morti e almeno 60 feriti, di cui 14 sono gravi. A Foggia, lo scontro frontale tra un furgone e un Tir carico di farinacei ha provocato la morte di dodici migranti, persone che venivano pagati pochi euro al giorno per passare la loro giornata sotto al sole a raccogliere gli italici prodotti che sarebbero finiti negli italici supermercati.

Anche se impegnato a pubblicare i selfie scattate alle feste a cui partecipa, il ministro dell?interno Salvini ha trovato due minuti di tempo per un frettoloso commento sul primo incidente, giusto il minimo sindacale prima di tornare a scattarsi foto tra le banccarelle:



Ma per quanto si possa scorrere la sua timeline, pare impossibile trovare anche solo una parola di cordiglio verso i migranti morti per produrre i prodotti a basso costi che tanto piacciono ai suoi elettori.
Ovviamente non si è astenuto dai suoi soliti proclami propagandistici fatti di farò, dirò, pretenderò e spianerò... ma non un solo pensiero è andata alle vittime o alle loro famiglie. Sembra quasi che Salvini temesse che un simile gesto avrebbe potuto passare l'idea che i migranti sono persone e non oggetti da cacciare o da usare per finalità elettorali.
Solo poche dopo era lì tutto tronfio a vantarsi di come abbia fatto sgomberare dei migranti. Non parla mai di «famiglie» o di «persone», quasi volesse disumanizzare le loro vite in una creazione di categorie sociali. D'altra parte pare curioso che si sia vantato di aver condonato la casa abusiva della'italica nonnina mentre con la sua ruspa spianava l'unico riparo di altre famiglie che non riteneva dovessero godere di pari dignità. Ed ovviamente non c'è notizia di quanto intenda liberare il palazzo di proprietà del demanio che da decenni è occupato abusivamente da Casa Pound e dalle abitazioni private dei loro leader.

Il problema è che dietro alle sue parole non c'è mai spessore o un qualunque pensiero possa andare oltre all'invettiva. Potrà promettere che lui vieterà il lavoro nei campi, che caccerà via la gente, che imporrà il predominio della razza padana... ma se i migranti si trovano costretti ad accettare simili paghe è solo perché non esiste un'alternativa. Distruggere serve a poco se prima non si è creato, come serve a poco lamentarsi delle precarie condizioni dei lavoratori se poi al supermercato si privilegia il prodotto che costa di meno (e se costa di meno, pare ovvio che da qualche parte si sia tagliato sui costi).



Bisogna mandarli via, dice Salvini. Ma se mandarli in terre dove c'è guerra e persecuzione è quanto di più inumano si possa pensare, anche lui sa benissimo che l'Italia ha bisogno del loro lavoro. le aziende del Veneto  leghista praticamente vivono sullo sfruttamento degli immigrati. E chi asfalterà le strade, costruirà le case o panificherà la notte dato che ormai nessun italiano è disposto a fare quai lavori?
Il vero tema è come dare dignità alle persone e permettere un'integrazione dignitosa nell'interesse di ambo  le parti. Ma non sembra aiutare un ministro che nega il cordoglio a chi non è nato in Italia, che semplifica situazioni complesse e che nega persino l'esistenza del razzismo.
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