Se è questa la "famiglia" che l'integralismo vorrebbe imporci...



«Mia moglie, quando è a casa, fa tutto lei, mentre io cerco di provare più divani possibili. Quando invece andiamo in giro, fa tutto lei lo stesso. Pulisce addirittura gli alberghi. Le stesse cose che fa a casa, insomma, le fa anche in giro, quindi penso che per lei non cambi nulla».
È con queste parole che il fondamentalista Filippo Fiani parla della sua schiava moglie in un'intervista rilasciata ai Mienmiuaif, ossia al duo promosso da Maria Rachele Ruiu (leader della Manif pour tous, della CitizenGo di Arsuaga e del comitato di Gandolfini) perché promotori del sesso bareback tra i giovani. La teoria sostenuta dalla fondamentalista è che la donna sia donna solo gravida, motivo per cui lei esige che ogni singola goccia di sperma dispensata dal maschio entri in una vagina allo scopo di produrre bambini da donare alla Patria. Nel tempo restante, come ci illustra Fiani, alla donna viene concesso di pulire, rassettare e stirare per il maschio che siede in poltrona.
La moglie conferma che la famiglia Fiani funziona cosi: «Era sempre un problema farlo alzare dal divano, il libro è stato un ottimo pretesto per smuoverlo. Ora devo migliorare le sue capacità organizzative, perché Filippo fissa le date e i luoghi, a me lascia tutto il resto della logistica… figli, bagagli, merende».
Insomma, una famiglia simile a quella impersonigicata dal figlio del leader di Forza Nuova in uno spot di Provita Onlus, dove c'è lei che fa tutto e lui che siede in poltrona a leggere il giornale per poi prende le decisioni importanti che la donna sarà tenuta ad attuare.

Se sinceramente sarebbero fatti loro, a dare una dimensione pubblica alla loro gerarchia familiare è il fatto che il senatore leghista Simone Pillon gli abbia aperto le porte della Camera e lo abbia coinvolto nella definizione di strategie che permettano di indottrinare i bambini delle scuole alla sua ideologia. A detta di Fiani, lo stato deve controllare il contenuto delle mutandine dei bambini e stabilire che chi ha un pene possa starsene sul divano mentre le persone dotate di vagina dovranno essere obbligate a stirare, rassettare e pulite casa per loro.

Il contento dell'intervista era la promozione di un libro scritto su suggerimento di Mario Adinolfi (di cui lui era redattore) per raccontare di come sia andato all'estero a procurarsi dei figli adottivi che potessero sopperire alle sue difficoltà riproduttive. Surreale è come la famiglia Fiani venga descritta con le stesse parole che il fondamentalista è solito usare per attaccare le famiglie gay:

Laura e Filippo sono due sposi che raccontano ognuno con la propria voce il desiderio di famiglia numerosa che hanno nutrito fin dal fidanzamento, il sogno di una casa aperta a tutti e viva, le loro esperienze di affidi brevi e lunghi, di figli accolti e lasciati andare.

È dunque un «desiderio» quello che li ha portato a cercare figli mentre lui giura che il medesimo desiderio debba essere ritenuto un «capriccio» se compiuto da genitori gay, con l'unica differenza che lui pretende di poter decidere quale natura debbano avere i suoi figli mentre chi ha provato la discriminazione sulla propria pelle sarà più incline ad accettarli per ciò che sono.
Fiani si lamenta anche della burocrazia che gli è stata necessaria per procurarsi due figli peruviani, ma è in prima fila per plaudere ai sindaci leghisti che negano la trascrizione degli atti di nascita dei figli altrui. Parlando del nostro articolo sul caso di Sesto San Giovanni, scrive: «Per fortuna stiamo tornando ad essere un paese ragionevole».
E qui emerge tutta la sua ideologia. Con il supporto della solita CitizienGo, Fiani ha denunciato i comuni che hanno patrocinato i pride mentre attraverso la CitizienGo si è fatto patrocinare degli incontri finalizzati a trovare acquirenti per il suo libro. Si lamenta che qualcuno gli abbia posto del domande prima di permettergli di portasi via dei minorenni e poi gioisce quando a dei minori vengono negate tutele giuridiche dato che un sindaco vicino alla sua ideologia nega quel diritto sulla base di convinzioni personali.
Sarà, ma pare surreale che un padre adottivo di due figli extracomunitari sia disposto a promuovere partiti razzisti in cui spopolano persone che valutano gli altri sulla base del colore della pelle solo per compiacere i suoi pregiudizi. E tutta la sua ideologia ruota sulla sua convinzione riguardo al fatto che a lui tutto sia dovuto e che agli altri debbano essere negati pari diritti.
1 commento