Verona, le destre depositano una mozione per sostenere il leghista Fontana nella depenalizzazione dei crimini d'odio



È il consigliere di maggioranza Andrea Bacciga ad aver presentato una mozione per impegnare il Comune di Verona a «supportare» con ogni mezzo la proposta del ministro Lorenzo Fontana per l'abrogare della Legge Mancino contro i crimini d'odio.
Eletto a Verona con la lista di destra Battiti Verona Domani ed amico personale di Fontana, Bacciga salì alla ribalta delle cronache per aver diretto un saluto romano ad alcune femministe che protestavano per una mozione antiabortista presentata dalla Lega. Fu sempre lui a donare testi di estrema destra alla biblioteca civica e patrocinare un convegno sessista dal titolo "Quando eravamo femmine... c'era la famiglia" organizzato dai neofascisti di Cristus Rex. Il convegno venne peraltro presentato come un atto di contrasto ai «compagni sodomiti» per le loro proteste dinnanzi alle teorie di Costanza Miriano sulla necessità di esigere la «sottomissione» delle donne dinnanzi al maschio.

Ora si lancia nel sostenere che sia necessario abrogazione l'unica legge contro la discriminazione e l'odio razziale esistente in Italia perché «in nessuna norma del nostro codice è punito un sentimento».
Ma surreale è come nella sua mozione faccia l'esempio dell'archiviazione di una denuncia contro Oliviero Toscani perchè «la Corte di Cassazione ritenne che era semplicemente una frase caratterizzata da "preconcetti e luoghi comuni" e non da odio etnico». Peccato che sia stato proprio Bacciga ad opporsi ad ogni costo alla decisione dei giudici pur di veder riconosciuta l'aggravante della Mancino a Toscani. E fu sempre lui a depositare la denuncia dopo che il fotografo aveva semplicemente detto che «i Veneti sono un popolo di ubriaconi, alcolizzati atavici», quindi niente più di un frammento di quello che la propaganda leghista riserva quotidianamente alle minoranze.

Il consigliere Federico Benini (Pd) osserva: «Sostiene che la legge Mancino è in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione che sancisce la libertà di manifestazione del pensiero ma la Corte Costituzionale su una circostanza simile ha, in più occasioni, dichiarato infondato il contrasto normativo. È evidente che Bacciga abbia come unico scopo quello di farsi conoscere e apprezzare in certi ambienti, su solo sei proposte presentate in 14 mesi, ben 3 di queste hanno una competenza non comunale, ma parlamentare. Ma si sa, al giorno d'oggi quello che conta in politica, non è lavorare per il bene dei cittadini, ma far conoscere al mondo il proprio nome».
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