21enne picchiato perché gay. Ora dovrà portare una placca di titanio per il resto della sua vita



Il copione è quello che purtroppo la cronaca ci racconta con preoccupante frequenza. Prima sono iniziati gli insulti: «fr*cio di me*da». Poi gli sputi e le minacce: «ti seguo fino a casa». Infine la cieca violenza.
È accaduto Milano, dove uno studente savonese di 21enne è stato barbaramente picchiato solamente perché gay. Ora dovrà portare una pistra di metallo nella mascella per il resto della sua vita.

A denunciare i fatti, avvenuti tre giorni fa, è la stessa vittima che su Facebook scrive: «Oggi vi vorrei raccontare una storia, che chiunque può condividere e che purtroppo è la realtà e non una delle solite fake news. All’ora di pranzo sto andando a lezione e aspetto il tram a Porta Romana come ogni giorno, quando un ragazzo che non conosco mi urta mentre era al cellulare e non si scusa. Così gli dico "Guarda dove vai!". Lui mi guarda e mi dice "Fr*cio di me*da cosa vuoi" e continua ad insultarmi, sputandomi più volte addosso davanti a tutti, in pieno centro a Milano. Nessuno fa nulla, nessuno reagisce».
Il ragazzo decide di andarsene ma il suo aggressore non ha aveva intenzione di lasciarlo in pace: «Non contento mi segue, dicendomi "Ti seguo fino a casa sai!". Io gli rispondo "Guarda, sto solo andando a lezione, tu cosa diavolo vuoi da me?". Mi sbatte a terra, tirandomi due pugni in faccia e poi un calcio su un fianco. Io provo a difendermi e cerco aiuto e la gente accorre ma non c’è nessun agente con il "beneamato" taser. Nessuno lo ferma nella sua fuga; nessuno si è poi offerto di testimoniare per me, almeno finora. La sua faccia resta indimenticabile».

Il ragazzo ha riportato ferite sulle ginocchia, un livido sul fianco sinistro e una frattura scomposta della mascella, per la quale i medici gli hanno dovuto installare una pisatra di metallo che Samuele sarà costretto a portare per tutto il resto della sua vita.
Ma non ci sono solo i danni fisici: «All’inizio ho avuto molta, molta paura di tornare lì. Paura di aspettare di nuovo il tram, a quell’orario preciso. Non volevo dire nulla a nessuno, volevo far finta di essere caduto dalle scale. Il risultato è che se sei omosessuale, se hai capelli tinti argento e una voce come la mia dalla quale capiscono tutto, hai paura di venir picchiato da chiunque ormai dopo un fatto del genere, se esprimi te stesso o se dici un semplice "guarda dove vai". Penso che il mondo debba sapere. Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore, l’Italia di quelle persone che in qualche modo sono accorse e almeno lo hanno fatto fuggire con la loro presenza. È anche di questo che si ha bisogno. Il silenzio serve solo a peggiorare le cose, dentro di te e con chi ami e ti chiede perché tu stia male. L’Italia può essere migliore, il populismo con cui veniamo infettati ogni giorno da parte di certi politici che predicano razzismo e valori che esistono solo per loro, per fini di sola propaganda, non ci appartiene. L’odio non ci appartiene».
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