Cuba. La Chiesa Cattolica si mobilita contro la nuova Costituzione per impedire il matrimonio egualitario



Ancora una volta è la Chiesa Cattolica a guidare una crociata omofoba contro i diritti delle persone lgbt.
A Cuba il loro tentativo è quello di sobillare la popolazione contro la nuova Costituzione, contestando la definizione neutra del matrimonio che permetterà anche alle persone dello stesso sesso di potersi sposare. La nuova Costituzione definisce infatti il matrimonio come «un'unione volontaria e consensuale tra due persone senza distinzione di sesso».
Dopo l'approvazione da parte dell'assemblea legislativa, la riforma costituzionale dovrà essere approvata da un voto popolare per poter diventare ufficiale. Ma l'arcivescovo di Santiago de Cuba, Dionisio García Ibáñez, ha già invitato i cubani a rinunciare a tutte le opportunità del nuovo testo pur di «difendere» la definizione di matrimonio come un'unione tra un uomo e una donna.
Secondo il prelato, l'accettazione del matrimonio tra persone dello stesso sarebbe contrario alla tradizione di Cuba e che deriverebbe da un «imperialismo culturale» di potenti paesi che utilizzerebbero la globalizzazione «per creare una cultura uniforme che accetta e adotta i suoi criteri mentre squalifica di quelli degli altri». L'uomo ha anche parlato di «colonialismo ideologico».
Nei decenni scorsi la Chiesa Cattolica non ha mai condannato la persecuzione dei cubani lgbt durante il regime.
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