Il complottismo tragicomico di Fratelli d'Italia: «I clandestini si uniscono civilmente con gay italiani per restare in Italia»



Tentando di coltivare quanto più razzismo gli sia possibile, è ormai da tempo che l'organo di stampa ufficiale di Fratelli d'Italia tenta di disumanizzare gli stranieri parlando di «clandestini» e mai di persone. In realtà chi chiede asilo non è un clandestino, ma la retorica politica di Salvini e di chi cerca di emularlo non pare preoccuparsi di mentire agli ignoranti con fini elettorali. Ma dato che la signora Meloni odia anche i gay, sul Secolo d'Italia troviamo articoli propagandistici che tentano di accomunare le molteplici forme d'odio da lei fomentate. Ne è un esempio l'articolo intitolato: «L’ultimo trucco dei clandestini: “unioni civili” con gay italiani per restare in Italia».

Se le unioni civili vengono rigorosamente scritte tra virgolette in conformità con una propaganda integralista che tenta di togliere dignità a qualunque termine riguardi la vita e gli affetti dei gay, si sostiene che le persone migranti cercherebbero trucchi ed artifizi per restare in Italia. Se nel caso Diciotti si è visto come i migranti non vogliano restare in Italia e di come ambiscano ad andare altri Paesi, il Secolo d'Italia pare usare toni molto diversi quando parla della truffa leghista ai danni dei cittadini o di quel loro Matteo Salvini che non vuole restituire i 49 milioni illeciti che si è speso negli ultimi anni. Evidentemente un italiano che ruba è furbo, uno straniero che vuole pagarle la pensione è un'offesa alla sua italianità.
Inoltre l'articolo non chiarisce perché mai gli straniero dovrebbero unirsi con persone del loro stesso sesso al posto di cercare un matrimonio di convenienza.
Violando ogni deontologia nel fare illazioni sulla sessualità altrui, scrivono:

Si sono presentati all'ufficio dello Stato civile di Schio, piccolo paese in provincia di Vicenza, dichiarando di volersi unire con il rito delle “unioni civili” – sulla base della legge aperta ai gay introdotta dai governi di centrosinistra – in qualità di fidanzati, uomini ed entrambi omosessuali. Peccato che uno dei due fosse un immigrato clandestino senza alcun diritto di restare in Italia. E forse neanche omosessuale, tantomeno fidanzato con il “complice” italiano, un biellese di 46 anni, al quale evidentemente aveva chiesto collaborazione per non essere espulso.

Premesso che sarebbe stata "colpa" della sinistra se i gay hanno diritti civili che la Meloni avrebbe negato loro, è tra «forse» e «probabilmente» che il quotidiano costruisce una sua versione dei fatti.
Non spiegano, però, perché lo sposo non abbia chiesto un permesso qualunque dato che attraverso il ricongiungimento familiare sarebbe potuto trasferirsi in Italia regolarmente. E paiono non curarsi neppure di come le loro accuse di essere in possesso di un «documento contraffatto» avrebbe invalidato comunque i documenti che loro sostengono volesse.

Ricorrendo a toni molto offensivi e inneggiando all'espulsione di chi potrebbe avere una vita felice se le destre non odiassero chi non è eterosessuale, il quotidiano di estrema destra conclude:

Uno dei due, un senegalese di 24 anni senza fissa dimora in Italia, è risultato anche irregolare e oggetto di un provvedimento di allontanamento dall'Italia. Immediata è scattata la denuncia per entrambi, presunti “fidanzati”, presunti gay…

Peccato che di presunta ci sia solo l'etica di scribacchini che manco hanno firmato il pezzo.
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