Il Giornale contro i credenti gay. Pioggia di omofobia tra i commenti



Dio odia i gay, Dio odia i neri e Dio esige donne sottomesse. È quanto pare sostenere insistentemente Il Giornale, evidentemente conscio di come il loro Matteo Salvini non saprebbe che farsene di una religione che non può essere stuprata per giustificare ogni più perversa discriminazioni. In un articolo intitolato "Il prete gay celebra messa: Il Vangelo non condanna l'omosessualità" è tal Francesca Bernasconi a firmare un testo che pare volersi scagliarsi contro Don Giuliano e le sue posizioni a sostegno delle persone omosessuali.

La donna esordisce con toni che paiono voler sminuire i fatti:

Da Selva di Progno, paesino immerso tra le montagne veronesi, un piccolo contingente di ex parrocchiani è arrivato nella periferia di Bergamo. Quattro auto in tutto. Motivo del viaggio: incontrare l'ex parroco. Nulla di strano fin qui, se non fosse che il prete è don Giuliano Costalunga, che sei mesi fa si è sposato in Spagna, con Paolo.

Sostenuto che a supportare il sacerdote siano solo quattro gatti, l'articolista si dice stupita che la Chiesa non abbia punito il sacerdote a sufficienza:

Ieri, per la prima volta da quando si è sposato, ha celebrato la messa, su invito di padre Gianluca della Chiesa vetero-vattolica americana di Bergamo. Sì, perché ufficialmente don Giuliano è ancora prete. Infatti, la Santa Romana Chiesa lo ha sospeso a divinis, vietandogli cioè di celebrare sacramenti, ma ancora non è arrivata la comunicazione della riduzione allo stato laicale. La sospensione, però, è valida solo per la Chiesa cattolica, non per le altre Chiese, come sottolineato dal Corriere della Sera.

Si sostiene così che l'evidenza storica per cui Gesù non ha mai condannato l'omosessualità sarebbe solo una "opinione" opinabile:

E durante la predica parla dei cambiamenti che lo hanno visto protagonista negli ultimi mesi: "L'ultima messa che ho celebrato in publico è stata il 26 dicembre scorso e da allora si sono rinnovate tante cose, nel segno di un amore che è accoglienza senza giudicare". Una caratteristica che la Chiesa Romana ancora non ha, perché "subisce l’omosessualità come un peccato, ma Gesù non ne ha mai parlato, non esiste condanna dei gay nel Vangelo. Conta l'amore". Ne è convinto don Giuliano, che dice di essere tornato"per rompere le scatole in tema di fede".

Coniando nomignoli per deridere il sacerdote, l'articolista conclude:

Ora il don arcobaleno vorrebbe incontrare Papa Francesco, per raccontargli la sua storia, il suo amore per Dio, ma anche il suo amore per Paolo e la sua scelta, che ha fatto tanto discutere.

Tra i commenti dei lettori de Il Giornale è il solito tripudio di omofobia:







Se citare san Paolo dovrebbe legittimare le sue teorie sulla sottomissione femminile e il tirare in ballo Sodoma significa ignorare che è la mancanza di ospitalità verso gli stranieri la condanna di quel testo, evidente è come per i lettori de Il Giornale la Bibbia non sia altro che uno strumento utile per giustificare odio e pregiudizi. Un atteggiamento che ricorda molto da vicino quello degli estremisti dell'Isis.
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