Il leader del primo partito polacco considera i diritti di gay e donne una «malattia» per l'Europa



È durante un comizio che il leader del primo partito polacco, Jarosław Kaczyński, ha paragonato l’estensione dei diritti civili in Europa ad una «malattia» da cui la Polonia deve «difendersi». Il riferimento era ai diritti civili per donne e coppie gay.
Membro di un partito della destra radicale che conta sull'appoggio della Chiesa Cattolica, ha spiegato che l'ingresso nell'Unione Europea è stata una farsa che rappresentava «il modo più rapido per raggiungere gli stessi standard di vita» degli altri paesi europei anche se lui non vuole saperne di rinunciare ad omofobia e sessismo. «Non dovremmo ripetere gli errori dell’Occidente e infettarci con la malattia sociale che laggiù è diffusissima», ha dichiarato.
In Polonia le famiglie gay non gidono di alcuna protezione civile e le donne non hanno alcuna libertà di scelta sul proprio corpo.
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