Linda Laura Sabbadin: «Il ddl Pillom è un attacco ai diritti dei bambini»



Il senatore leghista e neocatecumenale Simone Pillon dice di «difendere i bambini» perché quello è il marchio registrati da Massimo Gandolfini al fine di far credere ai bigotti che il loro scopo sia davvero quello. Certo, quando Pillon chiede che i bambini non siano protetti dalle violenze omofobiche o quando propone di rapire un bambini inglese per sottrarlo alle sue tutele giuridiche e condannarlo a subire le pretese di genitori incapaci di accettare l'ineluttabile, pare evidente che il nome del suo gruppo sia quanto di più falso possa definire la sua attività. Ma si sa, nel mondo della propaganda, l'importante è modificare le parole e magari fare come lui e negare l'esistenza del fenomeno del femminicidio sostenendo che davanti a quella parola lui pensa agli aborti.

Non va meglio con il ddl in cui il senatore leghista mira a ridefinire lo stato di famiglia, imponendo ideologie che nella vita reale potrebbero aver esiti molto diversi da quelli dei suoi slogan propagandistici.
È Linda Laura Sabbadini a firmare un articolo apparso su La Stampa che ben sottolinea i rischi del ddl Pillon, osservando che:

Si usano belle parole, parità, diritti del minore, ma si elimina l'assegno di mantenimento dei figli. Ogni genitore dovrà contribuire mantenendo il figlio nel periodo che gli spetta. Il minore dovrà dividersi per un numero di giorni stabilito per legge, a metà tra la casa della mamma e del papà. Parità? No, il bambino avrà più agi quando sarà a casa del genitore con più reddito e tirerà la cinghia quando vivrà con l'altro. 

Osservando poi come i bambini rischino di essere le prime vittime di Pillon, la Sabbadini  aggiunge:

I bambini diventano fagottelli che si dividono a metà, la loro vita si sconvolge anche per effetto di una norma che impone tempie forme di convivenza oltre che una ideologia unica per tutti. Le separazioni non sono tutte uguali, e così la vita comune precedente. Stiamo parlando di affetti e di tanti modi in cui i padri sono riusciti a costruire relazioni coni figli e così le madri. Questo decreto è un insulto anche per quei padri che magari sono costretti a lavorare in fabbrica o altrove per tante ore ma sono riusciti a costruire in quel poco tempo un'ottima qualità delle relazioni con loro. Saranno costretti ad accudire a tempo pieno i figli almeno 12 giorni ma in nome di che? La conseguenza sarà opposta a quella che la giurisprudenza perseguiva negli ultimi anni, cioè garantire al bambino il più possibile la continuità del modo di vivere precedente coni genitori. 

Riguardo al tentativo di rendere più complicato il divorzio, l'articolo denuncia:

Si impone la mediazione familiare obbligatoria nei casi di separazione con minori. Spesso dietro separazioni ci sono violenze contro le donne non dichiarate; la mediazione in questi casi è nociva. La mediazione è preziosa quando i partner la scelgono, perlomeno sul privato ci lasciate scegliere? E così i costi delle separazioni cresceranno perché la mediazione sarà pagata per legge, il coniuge che rimarrà nella casa dell'altro pagherà l'affitto. Il risultato sarà più separati in casa. Ci vogliono far tornare al matrimonio indissolubile. E così le violenze contro le donne più facilmente continueranno, i conflitti esploderanno tra i separati in casa, e chi ci rimetterà? I bambini sempre meno sereni, e le madri e i padri più responsabili. 

Da qui l'appello al governo:

Non votate questa legge, è un attacco ai diritti dei bambini, delle donne e dei padri responsabili. Uccide la genitorialità, quella vera, del cuore e della responsabilità. Uniamoci tutti. Indietro non si torna.
1 commento