Riccardo Cascioli torna a sostenere che esisterebbe un legame tra omosessualità e abusi sessuali



L'impressione è che al fondamentalista Riccardo Cascioli non freghi nulla dei minori che sono stati vittima di preti pedofili, al lui interessa solo che la Chiesa continui a promuovere quell'omofobia che rappresenta il suo segmento di mercato. E allora che si fa? Semplice, si confezionano una serie di articoli ideologico in cui si tanta di sostenere l'omosessualità sarebbe «un problema» superiore alla pedofilia. Magari si prova anche a promuovere pregiudizi infondati volti a sostenere che i gay sarebbero pedofili, così garantirà un contribuito alla legittimazione dell'odio contro persone che da anni risultano vittima della sua violenta persecuzione.
A furia di ripetere ossessivamente la stessa manfrina, chissà che il suo piano luciferino non risca a convincere qualche suo seguace delle sue assurde teorie diffamatorie.

Il nuovo capitolo della sua mistificazione mediatica è un articolo da lui stesso firmato, nel quale Riccardo Cascioli sostiene che «si elude il vero problema» nel condannare la pedofilia senza tirare in causa l'omosessualità. Scrive:

Mentre un nuovo rapporto rivela settant'anni di abusi sessuali su minori in Germania, il Papa convoca per il prossimo febbraio i presidenti delle Conferenze episcopali per affrontare il tema della "protezione dei minori". Tempi lunghi e non si fa cenno al tema dell'omosessualità.

Coerentemente con la campagna diffamatoria guidata da La Nuova Bussola Quotidiana verso un Papa che non piace all'integralismo perché poco incline a benedire nazionalismo e razzismo, Cascioli non manca di puntare il dito anche contro Bergoglio:

Dunque, mentre nella Chiesa si percepisce la gravità della situazione e l’urgenza di affrontarla al massimo livello, la risposta in Vaticano va nel senso di guadagnare tempo. Forse c’è chi spera che col passare dei mesi la vicenda degli abusi sessuali si acquieti, abbandonando le prime pagine dei giornali, ma dall’aria che tira si ha invece l’impressione che da qui ai prossimi mesi i dossier possano moltiplicarsi.

Cercando di sostenere che non si possa parlare di pedofilia senza attaccare i gay, è con una violenza verbale inaudita e con una totale assenza di etica che il fondamentalista Cascioli scrive:

Ma oltre ai tempi di reazione, a lasciare poco tranquilli è anche l’approccio al tema. La convocazione per l’incontro di febbraio parla semplicemente di “protezione dei minori”, ed evita accuratamente di porre il tema dell’omosessualità nel clero. Si insiste a parlare esclusivamente di pedofilia, quando è chiaro che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di attrazione omosessuale e di abusi compiuti su adolescenti e oltre. Esemplare il caso del cardinale McCarrick: escluso un caso accertato di minore abusato, tutti i suoi atti sodomiti sono stati compiuti con seminaristi o giovani preti. E in ogni caso, come andiamo dicendo da anni, il problema sta nel sistema che si è ormai creato al vertice della Chiesa, con una lobby gay che mira non solo a coprire la propria immoralità, ma a cambiare il Catechismo legittimando l’omosessualità.

Si cerca di sostenere che i gay sarebbero per loro natura «immorali» e che i pedofili farebbero «sesso omosessuale». Stando alla sua teoria, dovrebbero essere gay anche tutti quei padri che hanno ingravidato la moglie e che le statistiche indicano come i principali responsabili di abusi sessuali. Questo perché il tentativo di vedere un orientamento sessuale in una violenza, negando come la sodomia non consensuale sia una forma di sopraffazione della vittima, è una stupidaggine che solo persone in malafede potrebbero tentare di sostenere. E se oltre all'ignoranza c'è uno scopo prettamente partitico, l'ombra della malafede pare sempre più marcata.

Capace persino di usare le vittime di abusi sessuali per fare campagne politiche e a sostegno della sua ideologia del disprezzo, Cascioli si scaglia ancora una volta contro quel gesuita che osa sostenere che forse Dio non è un deficiente come dice Cascioli e che forse ha creato l'omosessualità quale parte dei suoi progetti. Ma dato che Cascioli dice di detenere la verità di Dio contro i gay, contro la pari dignità delle donne e contro l'accoglienza predicata da Gesù, ecco che scrive:

Basterebbe leggere i tanti commenti di queste settimane dei soliti intellettuali e giornalisti, ben inseriti nella corte papale, per capire che si sta approfittando del polverone che si è alzato proprio per legittimare la presenza di sacerdoti omosessuali. Il solito padre James Martin ha addirittura evocato il fantasma del nazismo (con riferimento alla persecuzione degli omosessuali) per mettere fuori gioco chi pone il problema dell’omoeresia.

Immancabile è la beatificazione di quel Ratzinger che nominava vescovi più graditi al fondamentalismo cattolico, sottolineando come l'attacco a Papa Francesco sia l'attacco politico di chi teme che la propria lobby possa perdere potere nei palazzi vaticani:

È la mentalità del mondo che è entrata nella Chiesa, come aveva denunciato papa Benedetto XVI nella Lettera alla Chiesa d’Irlanda del 2010 in cui chiedeva un anno di penitenza e preghiera per riparare agli abusi commessi. È evidente che la cultura gay, che oggi domina nel mondo, è penetrata a fondo anche nella Chiesa e oggi ne stiamo vedendo i frutti.
Evitare questo argomento nell’incontro con i vescovi, non ribadire con chiarezza la verità sull’uomo e quindi sul progetto di Dio riguardo alla sessualità e all’amore, significa non volere andare al cuore della questione, ma ridurre il problema degli abusi a una questione di “polizia”, con tanto di misure preventive. O addirittura coprire, nel condannare la pedofilia, il tentativo di promuovere l’omosessualità nel clero.
Un esempio è proprio l’indagine della Chiesa tedesca cui abbiamo accennato sopra. A conclusione del rapporto, gli estensori sostengono che la causa degli abusi sessuali è da ricercarsi nella “morale sessuale rigida”, nel celibato dei sacerdoti e nel rifiuto dell’omosessualità. Possiamo scommettere che questa sarà la linea che verrà tenuta anche dalla Corte vaticana e dai “Guardiani della Rivoluzione”.

Chissà che qualcuno possa spiegare a Cascioli che non è certo una sessualità sana quella che viene sviluppata da certi sacerdoti. Perché un conto è se si parla di persone adulte, un'altra è quando un ragazzino entra in seminario e non può trovare uno sviluppo serio delle proprie pulsioni in un ambiente dove la sessualità e la natura umana è demonizzata se non punita.
Ma lui preferisce creare false teorie che attacchino un orientamento sessuale, difendendo quei dogmi che stanno mietendo vittime e che creano morte per il sadico piacer edi chi sostiene che gli altri non sono importanti quando si può trarre profitto dalla loro persecuzione.
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