Salvini insulta Asselborn sui social: «Non è normale»



Dopo anni di assenteismo come europarlamentare, Salvini pare volersi fare bello davanti ai suoi elettori atteggiandosi da bullo nelle sedi europee.
Elargendo insulti e accuse come sua triste abitudine, è nel corso della conferenza a Vienna sulle migrazioni che il leghista ha iniziato a sbraitare contro il ministro lussemburghese, ritenuto "colpevole" di aver sostenuto la necessità dell'immigrazione come forma di contrasto contrastoall'invecchiamento della popolazione europea.
«Io penso -ha dichiarato il leghista- di essere al governo e di essere pagato dai miei cittadini per vedere i giovani tornare a fare quei figli che facevano qualche anno fa, e non per espiantare il meglio dei giovani africani e rimpiazzare europei che per motivi economici non fanno più figli. Sono due visioni completamente diverse. Magari in Lussemburgo hanno questa esigenza, in Italia abbiamo l'esigenza di fare figli non di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più».
Tralasciando il tentativo di sostenere che i migranti arriverebbero in Europa contro la loro volontà, Salvini non si è neppure degnato di guardare il suo interlocutore mentre il ministro lussemburghese ha replicato: «In Lussemburgo, caro signore, avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi, dei migranti, affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli».

A stretto giro, Salvini ha pubblicato sui sicial i consueti insulti gratuiti che è solito riservare a chiunque manifesti idee diverse dalle sue:


Sostenuto che il migrante italico valga più degli africani, Salvini non si risparmia dal dichiarare che lui reputa il ministro Asselborn un "anormale". Il tutto mostrando di ignorare che il Lussemburgo non è un paradiso fiscale ma concorrenza fiscale.
Dunque, ancora una volta, Salvini replica alle idee con insulti personali al psri di come fece contro la Boldrini, Saviano e altri oppositori.
Andrebbe poi precisato che nessuno ha urlato «marda» dato che'espressione «merde alors» significa «diamine» e non quello che racconta Salvini.

Non va meglio con il capo dell'ufficio propaganda di Salvini (pagato dai contribuenti), pronto a confezionare messaggi in cui sostiene che il leader leghista debba essere ritenuto simbolo di tutto il popolo italiano (anche se l'83% degli elettori ha votato per altri). Ed è prendendosela ossessivamente con la sinistra e insultando gli anziani che scrive:


Se è difficile comprendere in che modo si possa considerare «disprezzo» il dichiarare che il popolo italiano migrasse a cercare lavoto in Lussemburgo, pericoloso è come voglia tentare di sostenere che le critiche e i battibecchi servano ad ottenere voti manco fossimo al televoto del Grande Fratello.
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