Condannato il patrigno che umiliava e torturava il figlio perché gay



Gli infilava la testa nel WC e tirava l’acqua, gli metteva in bocca i calzini sporchi, lo colpiva al sedere con un cucchiaio, gli scattava fotografie mentre era in bagno per mostrarle agli amici. Sono solo alcune delle violenze subite da un 16enne di Ravenna dopo che il patrigno aveva scoperto la sua omosessualità. Il minore era vittima di costanti vessazioni, nel silenzio della madre.
Due anni fa il tribunale lo assolse, sostenendo che il fatto non costituisse reato. Ora la Cassazione ha ribaltato la sentenza, condannando l'uomo per la sua condotta violenta ad un anno e quattro mesi di reclusione.
4 commenti