Corrispondenza romana spergiura su inesistenti lobby gay



Pare, purtroppo, un vezzo dei fondamentalisti quello di spergiurare su ogni questione al fine di generare del panico morale. Mi sono sempre chiesto come sia possibile che, se crediamo alle potentissime "lobby gay" denunciate dai fondamentalisti, circa 1/3 degli stati di questo pianeta condanna giuridicamente l'omosessualità in quanto tale. Questa volta tocca al sito di (dis)informazione Corrispondenza romana (gestito da estremisti cattolici) nel quale si denunciano inesistenti lobby gay potentissime che avrebbero la facoltà di manipolare la politica e la Chiesa per ottenere un tornaconto personale. L'articolo in questione è splendido perché il titolo è "Ecco come la lobby Lgbt condiziona Stati e Chiesa" e il primo paragrafo (incoerentemente) parla della "Santa Sede che ha detto “no” all’ipotesi di rieleggere alla carica di Rettore dell’Università Cattolica di St. Georgen, a Francoforte, in Germania, Padre Ansgar Wucherpfenning, gesuita noto per le sue posizioni pro-Lgbt".
Ma, scusatemi, se mi dite che hanno tutto sto potere (le lobby gay) come fate a dire che una persona pro-posizioni LGBT è stata esclusa (in quanto tale) da un posto importante non rende il sistema chiuso, asettico e monolitico in una posizione anti-LGBT? Poi l'articolo continua con la solita boiata del gender nelle scuole (sebbene non venga nominato mai in questo modo, che furboni) citando la Spagna e l'educazione al rispetto. L'articolo chiosa su Wilfrid Napier, arcivescovo di Durban, in Sudafrica, che ha chiesto via Twitter spiegazioni al gesuita Padre James Martin, per sapere da dove abbia ricavato, esattamente, il termine «cattolici Lgbt» (visto il potere delle persone LGBT, un prete fa una minima appertura alle questioni LGBT e viene ripreso dal suo superiore).
Come al solito l'articolo si prefigge di istillare la paura delle "LOBBY GAY" quando nemmeno esso ha prove per avvalorare quanto dice, data la natura scarna e manchevole di quanto riportato. La prossima volta sarebbe meglio produrre prove (anche se esse non esistono e loro lo sanno bene) e non titoli allarmanti al solo fine di creare un pò di paura in qualche ignaro lettore.

Marco S.
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