Ecco il testo del brano in cui Marco Carta parla del suo primo bacio con un altro uomo



Lo aveva annunciato ieri dal salotto di Barbara D'Urso, il nuovo album di Marco Carta avrebbe parlato di «due appuntamenti. Uno, “mancato”, con mio padre. pace all’anima sua. L’altro, quello del mio primo bacio , ma non il primo bacio che ho dato a scuola, il primo bacio che mi ha lasciato quello senza respiro. Il mio primo bacio con un ragazzo».
E così è stato. Nel testo di "Una Foto di Me e di Te", Marco parla apertamente della sua omosessualità e delle emozioni provate con il suo primo bacio ad un ragazzo dato nel pregiudizio di chi vomita i suoi giudizi contro i gay e le loro storie d'amore. D'altra parte sappiamo tutti quale inaudita violenza si cieli dietro alla falsa morale di santoni come Mario Adfinolfi, l'uomo che di professione aizza i violenti contro l'amore del prossimo pur di sostenere che lui meriti maggiori diritti civili in ode a come lui abbia stuprato la Bibbia per pretendere la sottomissione di tutte le sue molteplici moglie. Ma Carta gli risponde citando Dio e dichiarando l'ovvio: «Non è vero che sono sbagliato». Una consapevolezza che è resa complicata da raggiungere a causa di chi promuove odio, ma che è chiarissima a chi ha visto l'amore e sa che nell'amore non può esserci peccato.

Ecco il testo del nuovo brano di Carta:

Dicono che Dio per disegnare il mondo
ci ha messo 7 giorni
e poi ci sono io all’ombra di mio padre
e avevo 7 anni
avrei voluto chiederti
qualcosa in più
tipo se è vero che i sogni se li spegni se perdi
e che li uomini forti incassano i colpi
senza arrendersi mai
senza piangere mai
dicono che Dio
abbia creato tutti
uguali ma speciali
avrei voluto crederci
almeno un po’
per poi guardarmi allo specchio essere fiero di tutto
gioire di ogni difetto e comunque ripetermi che
che non è vero che sei sbagliato
e non hai niente da dimostrare
hai fatto tutto con le tue gambe
anche a costo di farti male
e non ho modo di lasciarti andare
quanto ricordo non so immaginare
e aspetto ancora fermo sulle scale
con in tasca una foto di me e te domenica
leggeri di neve e nevica
dico che Dio ci abbia dato un figlio per salvarci tutti
e poi ci sono io ho scelto di gridare per soffocare i dubbi
avrei voluto renderti fiero di me
invece hai un figlio diverso l’ho imparato col tempo
anche senza un esempio le notti a ripetere che
che non è vero che sono sbagliato
se quella volta ho scelto di amare
ho chiuso gli occhi e dopo l’ho baciato
io tengo il fiato per non respirare
io non lo so se tu lo puoi accettare
ma ti ricordo voglio immaginare
di ritrovarti fermo sulle scale
con in tasca una foto di te e me domenica
leggeri di neve e nevica
ogni ricordo non so immaginare
non ti ricordi non so immaginare
ti aspetto ancora fermo sulle scale
ed ho in tasca una foto di me e di te domenica
leggeri, di neve
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