Giorgia Meloni, tra razzismo contro le mele e bambini islamici che lei vorrebbe obbligare a mangiare carne di maiale



Forse la signora Giorgia Meloni ignora che le mele sono originarie dell'Asia. E forse ignora pure che alcune eccellenze italiane come il pomodoro, le patate o la zucca vennero importati da Cristoforo Colombo.
Inneggiando al nazionalismo più spinto, la leader di Fratelli d'Italia è tornata a proporre la sua visione di un'Italia che sogna chiusa in sé stessa, senza contatti e scambi culturali con il mondo:



Curioso è come la signora Meloni 9cerchi di sfruttare persino i vegetali per promuovere il razzismo, forse dimenticandosi il significato di quel nut che si ostina ad inserire sui suoi profili social in quel suo costante uso politico della religione. Stando alla sua teoria, infatti, anche il cristianesimo sarebbe una religione predicata da un Gesù Cristo extracomunitario che sarebbe dovuta essere rigettata dato che l'italica tradizione si fondava sul culto degli dei romani.
Ma forse la signora Meloni è una di quelle che propone due oesi e due misure a seconda di cosa possa portarle il tornaconto migliore.

Nelle stesse ore, quella stessa Giorgia Meloni che va in giro a sbraitare che i cristiani debbano avere totale libertà nel mondo è la stessa che raccoglie il plauso di Libero per il suo chiedere che i bambini islamici siano obbligati a mangiare il maiale. Cercando di seminare zizzania (sempre per quella stiria del suo dirsi cristiana secondo opportunità) se n'è uscita dicendo: «In una scuola di Peschiera Borromeo viene eliminato il maiale per fare posto al cous-cous, alimento tipico nordafricano. Ora sono i figli degli italiani a doversi adeguare alle esigenze alimentari di chi dovrebbe integrarsi? Questa è follia».

Si. Per voti farebbe qualunque cosa, devastando la nostra bella Italia perché il razzismo e l'odio potrebbero pricurarle fatturato. Speriamo menta quando si dichiara "cristiana" o non vorremmo essere nei suoi panni quando dovrà rendere conto a Dio del male da lei compiuto in un uso ideologico e blasfemo del suo nome.
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