La Nuova Bussola Quotidiana inaugura la sua campagna elettorale a sostegno di Steve Bannon



Non stupisce che La Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli si stia preparando a fare campagna elettorale a sostegno del fondamentalista Steve Bannon.
Da oltre un anno lavorano alacremente per ripulire la sua immagine dall'immagine di xenofobo, razzista e suprematista bianco che si è costruito negli anni, sostenendo che il suo apprezzamento per Salvini dovrebbe bastarci a ritenerlo una brava persona e un buon cristiano.

Questa volta tale Stefano Magni a proporre <la curiosa teoria per cui chi vien mal visto dagli altri avrebbe più ragione degli altri, anche se tale ragionamento dovrebbe portarci a pensare che Hitler debba essere ritenuto il miglior politico mai esistito al mondo dato che tutti lo contestano. Fatto sta che il sito integralista afferma:

Il governo Conte sta incassando critiche da tutte le direzioni, a destra e a manca e da tutti gli altri governi europei, da Juncker al “populista” premier austriaco Kurz. Da tutti, tranne che da un uomo che non ha niente da perdere, perché tanto è già demonizzato a sua volta: Steve Bannon. L’ex stratega di Donald Trump, ha rilasciato ieri un’intervista al Corriere della Sera in cui tesse le lodi dell’esecutivo italiano e della coalizione Lega-M5S che lo sostiene. Ma al tempo stesso suggerisce una strategia che corregge l’attuale linea economica e può essere la base di un prossimo programma dei “sovranisti” nelle prossime elezioni europee.

Si passa così a spiegare che l'Italia è visto come un Paese particolarmente adatto a proporsi come quartier generale delle politiche sovrastaste e populiste che tanto piacciono al loro direttore, forse complice un tasso di analfabetismo funzionale assai maggiore a qualsiasi altro stato europeo:

Bannon, che ha divorziato in malo modo dall’amministrazione Trump, ora gira per l’Europa, con la tacita benedizione del presidente americano, per formare una coalizione di movimenti sovranisti. Considera l’Italia come “il centro dell’universo politico”, una sorta di esperimento di un nuovo soggetto che poi andrà in Europa. Vede in Salvini che lavora assieme a Di Maio un “Trump che lavora assieme a Bernie Sanders”, il candidato dell’estrema sinistra democratica. In questa fase di estrema sfiducia dei mercati nei confronti della manovra proposta dal governo Conte, Bannon resta possibilista e dice semplicemente che i nuovi leader italiani si “stanno facendo le gambe” (“Sea legs”, in gergo marinaresco). Quanto ai contenuti della manovra, per lo stratega elettorale americano il problema non è il deficit in sé, ma per cosa verrà usato. Pur non lasciandosi andare a una critica esplicita al M5S si capisce da che parte pende: puntare sulla flat tax, che cita come uno degli “elementi di un’agenda per la crescita”. Grazie al taglio delle tasse, pur se effettuato in deficit, Donald Trump ha innescato una crescita record negli Stati Uniti. Secondo Bannon, il primo impegno di un governo italiano è proprio quello di incoraggiare le nostre migliori menti e le persone più produttive a lavorare in Italia, mentre adesso stanno andando tutti all’estero. “Uno dei problemi più grossi è la diaspora”, dice al pubblico italiano.

Il sedicente sito "cattolico" dice chiaramente che il Movimento 5 Stelle non va bene e che loro sono dalla parte di Matteo Salvini, ossia di quello che loro sostengono sarebbe la massima espressione di una religione che si baserebbe su sessism., xenofobia, omofobia e misoginia. Ed è sempre promuovendo l'ideologia integralista, l'articolo incalza:

Il modello che Bannon ha in mente è sempre attinto dalla tradizione conservatrice americana: quello di una società costruita dal basso e non plasmata dall’alto. 

Esatto, la politica dei miliardari viene spacciata per la volontà del popolo contro quelle sinistre che per decenni si sono schierate al fianco dei lavoratori contro le pretese dei loro padroni. La destra del liberismo economico sarebbe più popolare di chi propone cure sanitarie statali e gratuite, così come il concetto di populismo viene spacciato per il volere del popolo anche se sappiamo tutti che nulla è più contrario al popolo del populismo.
Siamo dunque dinnanzi al tentativo di riscrivere la storia e di alterarla sulla base dello spergiuro.

Si passa così al consueto attacco contro l'Europa, con il sito di Cascioli che pontifica:

Un unitarismo europeo (che nella tradizione italiana, paradossalmente, chiamano “federalismo europeo”) presupporrebbe la centralizzazione dei poteri a livello continentale e la soppressione, più o meno volontaria, delle identità nazionali. Bannon punta invece a veder nascere in Europa una confederazione di nazioni, ciascuna con la propria identità. Ciò non implica necessariamente il ritorno alle monete sovrane. Non subito, per lo meno. Implica, piuttosto, la conservazione di una piena autonomia politica su tutte le decisioni che contano, fra cui l’immigrazione.

E certo! Secondo loro un luogo in cui ciascuno fa quello che vuole sarebbe un'unione. Ed ovviamente si arriva al solito sostenere che bisognerebbe votare Bannon perché dice di essere cristiano e crede che la divisione, il fregatene del prossimo e il pensare solo al proprio orticello sarebbe il volere di Gesù:

Se il progetto va in porto, al fianco di Popolari e Socialisti, entrambi in calo di consensi, potremmo assistere alla crescita di una terza forza, quella sovranista, euroscettica. Uno scenario che già la stragrande maggioranza dei commentatori sta vivendo e descrivendo come un incubo. Ma è democrazia: nel momento in cui Socialisti e Popolari diventano sempre più indistinguibili fra loro, su euro, immigrazione e centralizzazione dei poteri a Bruxelles, ecco che il vuoto lasciato a destra si colma con una nuova forza politica. A Steve Bannon, cattolico, ma non democristiano, spetta l’arduo compito di darle una voce.

Ecco che emerge come la propaganda di cascioli sia sempre stata finalizzata a questioni politiche e che il suo citare ossessivamente santi e dei non è altro che  uno statagemma per trarre profitto dalal credulità popolare.
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