L'ipocrisia di Savarese: sostiene che nessuno debba limitare il suo odio mentre chiede che di poter limitare la libertà altrui



A Filippo Savarese piace fare sesso con le donne e crede che la sua attività sessuale debba essere riconosciuta a livello giuridico attraverso la concessione di maggiori diritti sociali, economici e legali. È questo l'unico punto fermo della sua propaganda, in quel cumulo di vittimismo e di violenza che lo vedono spergiurare tutto e il contrario di tutto.

Sostenendo che negare beni o servizi ai gay sarebbe da intendersi come una presunta «libertà di opinione», ringraziava i giudici statunitensi che hanno assolto il pasticcere omofobo che ha negato una torta ad una coppia gay in virtù del loro orientamento sessuale. Con i suoi soliti toni saccenti e volutamente offensivi, scriveva:


Peccato che Savarese dica anche che se i gay non subiscono in silenzio la violenza dei manifesti omofobi che ha fatto stampare insieme ai forzanovisti di Provita Onlus, quella debba essere ritenuta un'inaccettabile censura contro quello che lui sostiene sarebbe il suo presunto "diritto" a danneggiare le vite e le famiglie di chi non condivide la sua ostentata passione per le donne:


Tra i soliti insulti che inferiscono i suoi messaggi di promozione all'odio, il fondamentalista Filippo Savarse va in cortocircuiti. Magari lui spera che i suoi proseliti non se ne accorgano dato che lui si fa finanziare per benedire e legittimare ogni forma di discriminazione verso donna, bambini e gay, ma non può sostenere contemporaneamente due cose che si negano a vicenda.

Come pensa di poter sostenere che lui debba poter censurare l'opinione dei gay in nome della sua sfrenata omofobia mentre sbraita che nessuno deve poter porre limite alla sua violenza? Come può sostenere contemporaneamente che a lui debba poter fare tutto ciò che vuole mentre chiede che si dia la possibilità di limitare la libertà altrui in nome dell'odio?
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