Lo spread serve a Salvini e Di Maio per poter dire di essere stati costretti ad uscire dall'euro e dall'Ue



«Il rimbalzo dello spread, la fuga dei capitali esteri. È tutto voluto. È il cigno nero di Savona. Una sventura che ci stanno chiamando addosso per poter dire domani di essere stati costretti ad uscire dall’euro e dalla Ue». Lo denuncia un articolo di Piero Cecchinato pubblicato da Linkiesta.
L'autore spiega come «dopo l’autarchica e vanagloriosa follia fascista del 1935, ci riprova oggi il Governo gialloverde. I parallelismi del resto non mancano. Nel 1935 il capro espiatorio fu la Società delle Nazioni (un'ONU ante litteram), additata dal regime per aver comminato delle blandissime sanzioni all’Italia a seguito dell'invasione dell’Etiopia. Oggi la cattiva è invece l'Europa ordoliberista, amica delle multinazionali e dei poteri forti (come si spieghi l'essere amici delle multinazionali con la botta di sanzioni che la Direzione Concorrenza della Commissione Ue commina in grande scioltezza rimarrà sempre un mistero). Nel 1935 il regime fascista sollecitò gli italiani a donare il loro oro alla causa autarchica. Un'orgogliosa rivendicazione di isolamento e anarchismo internazionale. Un preludio scontato alla guerra che sarebbe arrivata pochi anni dopo. Oggi il Governo gialloverde ci riprova con i titoli di stato, che per un Paese iper indebitato come il nostro sono come l'oro. E per assicurarsi che gli italiani abbocchino, la nuova offerta è il “BTp del Popolo” esentasse e, dunque, acchiappa-risparmiatori. Un vero e proprio specchio per allodole che trova terreno fertile nell'alto tasso di analfabetismo finanziario degli italiani (63%)».

L'obiettivo non sarebbe esattamente quello dei proclami dato che «il fatto che gli investitori nazionali possano farsi male da soli li espone però a facili ricatti dei governanti. Ecco perché si tratta della categoria di creditori ideali per chi detiene il potere». Tutto questo grazie ad un nazionalismo che nega come «la detenzione del debito in mano ad investitori esteri sia per il cittadino anche una garanzia. Una garanzia contro la sudditanza. Un'assicurazione contro folli manovre di regime. La necessità di mantenere una certa serietà ed un certo rigore sui conti pubblici di fronte agli investitori esteri è infatti una garanzia prima di tutto per i cittadini stessi».
Oggi «i banchieri italiani finiscono per fare il gioco dei no-euro. Ufficialmente tengono basso lo spread perché, comprando debito pubblico, dimostrano di dare fiducia all’Italia, ma in realtà stanno legittimando il più grande azzardo morale del dopoguerra».

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