Milano dovrà riconoscere i due papà della piccola Anna



Se per motivi poco chiari il sindaco di Milano aveva sospeso le trascrizioni degli atti di nascita di figli con due genitori dello stesso sesso dopo essere stato tra i primi a battersi per il loro riconoscimento, è il Tribunale Civile di Milano ad aver ordinato la trascrizione negata dagli uffici del Comune.
La piccola Anna è nata in California nell'agosto 2014, ma in Italia non esiste perché i suoi documenti non vengono riconosciuti. Attendere che l’Avvocatura dello Stato si pronunciasse in merito avrebbe significato annullare parte della sua vita e sacrificarla alle pretese dei fondamentalisti.
Ed è così che i giudici hanno ordinato che il suo atto di nascita debba essere trascritto in quanto non hanno dubbi sul fatto che l'atto non sia contrario all'ordine pubblico:

In una nota, Rete Lenford spiega: «Il Tribunale, all’esito di una puntuale ricostruzione del concetto di ordine pubblico nell’evoluzione della giurisprudenza italiana e transnazionale, ha aderito al principio espresso dalla Corte di Cassazione nella importante sentenza n. 19599/2016 ed ha confermato che non è contraria all’ordine pubblico la trascrizione dell’atto di nascita con due padri. Il provvedimento si colloca sulla scia di quanto già sancito dai Tribunali di Livorno, Pisa, Roma e ne ribadisce le motivazioni». «Si tratta di un decreto importantissimo, che auspichiamo ‘illumini’ le decisioni a venire delle amministrazioni comunali, in primis quella di Milano, ancora renitenti a riconoscere i diritti fondamentali dei bambini con due papà. Abbiamo evidenziato i gravi pregiudizi e i rischi che i bambini subivano a causa della mancata trascrizione: come stabilito dai giudici, la pietra angolare di ogni decisione dev’essere la tutela del bambino».
Miryam Camilleri, presidente di Rete Lenford, aggiunge: «La decisione dei giudici di Milano è ricca di spunti interessanti e ribadisce come la rettificazione dell’atto di nascita corrisponda al best interest del bambino rispetto alle conseguenze giuridiche ad essa connesse. Tra queste conseguenze, il Collegio cita i ‘diritti alla bigenitorialità, alla certezza giuridica, all’unicità della propria condizione giuridica e sociale e dunque all’identità personale, nonché alla stabilità dei legami acquisiti fin dalla nascita nel contesto familiare’. Il decreto di Milano, infatti, ribadisce un sentire diffuso nella nostra società: non conta come si diventa genitori ma quanto affetto e cura si riesce a dare ai bambini».
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