Angelo Mandelli torna a stampare manifesti contro la fermata ranbow di Porta Venezia



La lobby fondamentalista pare ossessionata dai colori rainbow della stazione metropolitana milanese di Porta Venezia. Dopo i volantinaggi omofobi di Ora et Labora e dopo il presidio anti-gay di Mario Adinolfi, sabato sera presunti ignoti hanno riempito le vie adiacenti alla stazione con nuovi volantini.dal titolo: "Milano non c’è limite al delirio arcobaleno. Adesso pure una fermata della metropolitana dedicata ai vizi sessuali".
Ancora una volta il volantino porta la firma del gruppo Samizdat, riconducibile Angelo Mandelli, ossia al membro di Ora et Labora che, tra l'organizzazione di un comizio di Silvana De Mari e picchietto contro i diritti delle donne, si è appropriato di un termine fu coniato sotto il regime sovietico per indicare la modalità di distribuzione di "testi proibiti" della resistenza cristiana contro il comunismo.
Facendo ricorso a termini offensivi e dispregiativi come loro abitudine, il volantino sostiene che l'amministrazione di Beppe Sala avrebbe esercitato imprecisate «pressioni» su Atm al fine di mantenere la decorazione rainbow al posto di «occuparsi dei reali problemi dei cittadini». Chiaramente Angelo Mandelli premette che i gay non sarebbero da intendersi come cittadini meritevoli di attenzioni e che le loro tasse dovrebbero essere messe a sua completa disposizione come premio per la sua ostentata eterosessualità.
Il volantino ricorre anche al proverbiale vittimismo del fondamentalismo, sostenendo che la giunta sarebbe responsabile ai presunti «favoritismi» alla comunità lgbt, come uno sportello a loro rivolto rivolto che non  sarebbe dedicato agli interessi di quell'eterosessualone del signor Mandelli.
L'organizzazione fondamentalista ha anche ripetuto ancora una volta che Mandelli esige che i gay siano ritenuti una minaccia alla salute pubblica. Una tesi che ripete ossessivamente e che lo ha visto anche promotore di quegli incontri di promozione all'odio per cui oggi la signora Silvana De Mari è sotto processo per diffamazione aggravata e continuata.
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