Avvenire santifica Alessandro: «Nessuno è autorizzato a mettere in dubbio la sua esperienza»



Avvenire (l'organo stampa della Cei) si è lanciato nel commentare la vicenda di Alessandro, il ragazzo che ritiene di essere stato "curato dall'omosessualità". L'articolo in questione si intitola "Un segreto condiviso. Storia di Alessandro, non più gay (rispetto, per tutti)" ed è una perla di tutto ciò che io ritengo essere ipocrita e indecente. Incomincia con:

Fa tenerezza, Alessandro, mentre si racconta. Nessuno è autorizzato a mettere in dubbio la sua esperienza. È sua, appartiene a lui, è fissata nel segreto del suo animo.

Già questa è una dichiarazione falsa, in cui si dice che la sua esperienza "appartiene a lui, è fissata nel segreto del suo animo" allora perché ha fatto comizi e ospitate sulla questione? Se appartenesse solo a lui non ne staremo nemmeno a parlarne, no?
Poi il pezzo continua dicendo che Alessandro è cresciuto senza una "figura maschile" ed è per questo che "il diavolo si è insinuato nella sua vita" dando spazio alla solita pseudoscienza da bar dove se una persona non ha una figura maschile di riferimento diventa automaticamente gay.
Dice poi che l'omosessualità sia una cosa che vada "curata" e santifica la madre per aver fatto il lavaggio del cervello al figlio (il pezzo pare però incoerente, perché se davvero credesse alle cose che dice, allora dovrebbe dire peste e corna della madre dato che era compito suo procacciare una figura maschile per far crescere Alessandro. Ma niente, questo parallelo non viene fatto).

A questo punto il pezzo fa anche vittimismo sul povero Alessandro perché, dopo ciò che ha detto, è stato "offeso e vilipeso" (come se una persona dicesse su internet che gli ebrei vanno uccisi o che i vaccini non funzionano poi non dovesse sorbirsi anche chi dice che sono putt*** e che fai degli incredibili danni sociali).
Poi lo stesso pezzo dice che "Alessandro corregge il tiro, ammette che l’omosessualità non è una malattia" (ma come fai a curare una cosa che malattia non è??) e che "resta però lo scoglio della Bibbia che afferma che Dio maschio e femmina li creò" (perché l'omosessualità non è presente né nei maschi né nelle femmine dato che... non ci viene mai spiegato).
Il tutto continua nel fare uno spottone alla comunità evangelica locale fin quando non si raggiunge una chicca di rara bruttura: "Lui dice di essere un ex gay e noi abbiamo il dovere di credergli, dice di essere “guarito” dalle antiche attrazioni e noi non abbiamo il diritto di mettere in dubbio le sue affermazioni".
E qui io non ci sto, non bisogna credere una cosa a priori solo perché ci può piacere ma deve essere provata. Oltre al fatto che questa frase può essere rivenduta in ogni modo per qualunque modello di business (agli oroscopi noi abbiamo il dovere di credergli o alle creme dimagranti noi abbiamo il dovere di credergli ecc..) ma queste pratiche sono state screditate da eoni e ancora c'è chi per notorietà e soldi continua a riempirsene la bocca.
Infine il tutto si conclude con due perculate di quelle incredibili: la prima, relativa ad Alessandro, dice che "sia vera o sia un’illusione potrà dirlo solo il tempo" (ma non aveva appena detto che non bisognava dubitarne ma serviva credere in lui??) e si fa riferimento ai suicidi tra le persone LGBTQ che sarebbero aumentati negli ultimi anni. E qui mi domando: di chi è colpa? Forse dei Povia, degli Alessandro, dei Pillon, degli Amato, degli Adinolfi, delle De Mari, delle Miriano e, magari, del Vaticano e dello stesso Avvenire? Che dire, l'ennesima prova di quanto gli integralisti facciano vittimismo e di che cosa sono disposti ad abbracciare pur di portare avanti le loro incoerenti affermazioni.

Marco S.
2 commenti