Carte d'Identità. Anche l'Anci dà parere negativo alla specifica sui sessi voluta da Matteo Salvini



Pare abbastanza evidente che p nel tentativo di compiacere il fondamentalismo cattolico che Matteo Salvini ha intrapreso una sua personale crociata volta ad introdurre specifiche sui sessi dei genitori all'interno dei moduli per la richiesta della carta d'identità elettronica. Ma per quanto lui alzi la voce, la sua iniziativa ideologica non sembra piacere a nessuno.
Dopo il Garante della Privacy, anche l'associazione dei comuni italiani (Anci) ha dato parere negativo al decreto con cui Salvini vorrebbe fossero specificate le diciture “padre” e “madre” ad indicare quale genitore abbia un pene e quale abbia una vagina.
Il presidente Anci, Antonio Decaro, ha spiegato: «Credo che l’uso del termine genitore su alcuni moduli non sminuisca il ruolo di nessuno. Usare una terminologia più ampia non implica il divieto di adoperarne una più specifica come padre o madre ma fa sì che qualsiasi tipo di famiglia, monogenitoriale o creatasi con un secondo matrimonio, non si senta discriminata e non viva situazioni di disagio nel compilare un modulo burocratic. Sono i bambini a non dover essere discriminati. La parola ‘genitore’ serve a evitare di escludere a priori le nuove famiglie che pure ci sono già nella società italiana».
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