Quarant'anni fa venne assassinato Harvey Milk



Ricorre oggi il 40° anniversario dall'assassinio di Harvey Milk, l'uomo che fece la storia della comunità lgbt statunitense divenendo il primo politico dichiaratamente gay del Paese.
Nato a Long Island (New York) in una famiglia ebraica di origini lituane, si laureò in matematica all'Albany State College nel 1951 e si arruolò nella marina statunitense. Fu congedato con onore, anche se poi si scoprirà che fu vittima di una delle molte "purghe" di omosessuali compiute dalle forze armate.
Nel 1972 si trasferì insieme al compagno Scott Smith a San Francisco , dove aprì un negozio di fotografia nel quartiere gay di Castro. La sua attitudine alla politica emerse ben preso, rendendolo il fondatore della Castro Valley Association in rappresentanza dei commercianti locali,davanti al governo cittadino.
Dopo tre tentativi falliti di candidarsi alle elezioni, nel 1977 divenne consigliere comunale e il primo rappresentante apertamente gay ad essere stato eletto in una delle maggiori città degli Stati Uniti.
Si batté per chiedere l'approvazione di una legge per i diritti dei gay e risultò decisivo nel rigetto della Proposition 6 supportata dal senatore dello stato John Briggs, che avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base al loro orientamento sessuale,

White aveva rassegnato le dimissioni pochi giorni prima, a seguito dell'entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti dei gay a cui si era opposto. Shite sperava di essere riconfermato dal sindaco George Moscone, ma le pressioni della componente più liberale della città lo impedirono.
White entrò in municipio attraverso una finestra aperta del seminterrato, armato con una pistola e dieci caricatori. Si fece strada fino all'ufficio del Sindaco, incontrò Moscone e cercò di convincerlo a riconfermarlo. Non riuscendoci, gli sparò ripetutamente.
Con la scusa di volergli parlare, invitò Milk nel suo studio e gli sparò tre colpi di pistola per poi finirlo con altri due colpi a bruciapelo alla testa.
La sera dell'omicidio dal quartiere di Castro a San Francisco partì un corteo spontaneo di oltre 30 mila persone che onorarono la memoria di Milk.

White fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario (imputazione meno grave dell'omicidio premeditato di cui era stato accusato), con l'attenuante della seminfermità mentale, e condannato a sette anni e otto mesi di prigione. Gli avvocati difensori erano riusciti ad impedire a chiunque fosse favorevole ai diritti dei gay di far parte della giuria, ottenendo una sentenza così favorevole all'imputato.
Dopo la sentenza, la comunità gay diede vita alle sommosse notturne che furono ribattezzate "White Night Riots", durante le quali più di 160 persone finirono in ospedale.
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