La De Mari propone immagini contraffatte per sostenere che i Pride siano un abuso sui minori e che i gay siano stati abusati da bambini



È dall'altare della chiesa parrocchiale di Vicomoscano di Cremona che la pruri-indagata Silvana De Mari ha vomitato il suo odio contro il prossimo per volere di Gianfranco Amato e di don Ottorino. Dopo le invettive anti-Isam, i deliri sulla "curabilità" dell'omosessualità e il procurato allarme di sul suo sostenere che i gay creerebbero nuove patologie e le accuse  di pedofilia, la signora ha iniziato a sostenere che i gay pride siano fonte di diffusione per malattie sessualmente trasmissibili (evidentemente li immagina come orgie in cui tutti farebbero sesso per strada in mezzo alle tante famiglie e ai tanti bambini che vi partecipano) e giura che sarebbero blasfemi:

La loro blasfemia è sempre contro la Madonna e Gesù Cristo, Gesù Cristo e la Madonna, mai contro Maometto. Questa blasfemia è terribile. È contro di noi ma di noi non importa un fico secco a nessuno. Ed è giusto così perché noi noi ci facciamo mettere i piedi in testa. Siamo mai andati ad un pride a dirgli che non devono profanare Gesù Cristo? Quando il Cassero di Bologna ha fatto la crocefissione sodomitica, noi che abbiamo fatto? Un esposto alla magistratura. Ma in Italia ci sono altre minoranze: ci sono quelli che fuggono dall'Egitto, ci sono quelli del Pakistan. Secondo voi un profugo cristiano che è venuto in Italia dopo aver avuto la sua chiesa distrutta da una bomba, cosa prova nel vedere un sindaco Appendino o un sindaco Raggi con la fascia tricolore davanti ad un pride e una carovana che offendono Cristo?

Bhe, lo slogan dei gruppi d'odioc he promuovono al signora De Mari sostiene che quei «presunti profughi» dovrebbero starsene «a casa loro» e non rompere la scatole «ai veri italiani». Ma interessante è anche osservare come la signora De mari usi il maschile in quel linguaggio sessista in cui il femminile è sintomo di inferiorità all'uomo o, peggio ancora, dica che la vita di un profugo avrebbe diverso valore a seconda della religione professata.
Il tutto mentre dice che non le bastano gli esposti (peraltro persi dato che i fatti raccontati dalla de Mari contro il cassero sono bufale della propaganda integralista), quasi chiedesse che un qualche fondamentalista a lui devoto vada nel bel mezzo di un pride a farsi esplodere come un vero integralista cattolcio votato alla causa eterosessuali sta di Gianfranco Amato, l'uomo che in più occasioni ha sostenuto che i suoi seguaci debbano essere pronti a «dare la vita» per difendere quello in cui lui dice loro debbano credere.

L'articolo 3 della Costituzione dice che tutte le persone sono uguali. Il sindaco con la fascia tricolore che capitana un pride dove la Madonna e il Cristo sono sputtanati  sta offendendo l'articolo 3 della Costituzione.

Siamo dunque alla mistificazione, a cui ben presto si aggiungono le slide di denigrazione dei gay che la signora insulta con false immagini. Quella che vedete in apertura viene da lei spacciata come uno scatto realizzato a Roma, anche se in realtà è stata scattata anni fa a Sacramento, in California. Lo scorso anno il partito di Adinolfi usò già la stessa immagine per sostenere fosse stata scattata a Rimini, in quel costante uso di immagini decontestualizzate con cui cercano di denigrare persone per bene attraverso la creazione di false prove.
E dato che la signora De Mari dice di essere un medico, pare strano non noti l'incongruenza di una bandierina che tende verso l'altro nel momento stesso in cui l'ano di un uomo eretto sui piedi risulterebbe interamente rivolto verso il basso (qui l'articolo dove analizzammo tutte le anomalie). Anatomicamente quella è un'immagine impossibile, ma la donna che giura di sapere tutto sui deretani quando si tratta di vomitare odio contro i gay pare non accorgersi di come quella foto sfidi l'anatomia umana, sostandomi come un probabile fotomontaggio. Ancor più se si osserva come nella fotografia originale sia facile osservare che nessuno dei presenti avesse bandiere arcobaleno in mano, un motivo in più per sospettare che l'immagine non arrivasse neppure da un pride. Semplicemente, che alla De Mari piaccia o meno, a Sacramento è legale andare in giro per strada nudi e non è difficile fotografare un passante e poi poterci incollare bandierine con Photoshop.

È dunque presentando prove false che la signora Silvana De Mari afferma:

Gay pride di Roma. I bambini possono vedere i pride. I gay pride sono sempre pieni di bambini. I pride si portano nelle strade e chiunque può passare. Ed è considerato un abuso sui minore anche il fatto di costringere un minore a vedere atti sessuali o gente che mima atti sessuali in maniera verosimile. Vediamo l'immagine e capiamo perché un giovane uomo deve infilarsi una bandiera nella cavità anorettale? Io non posso esserne certa, ma l'ipotesi è che questo è stato abusato da bambino. E sta segnalando la parte dove è stato abusato.

Siamo alla follia, con una donna che dice di essere psicoterapeuta e vomita patetiche diagnosi basate su immagini contraffatte senza manco aver sentito la persona che viene da lei pubblicamente insultata nei suoi affetti. Accusare il padre di qualcuno di abusi è grave. Farlo pubblicamente davanti ad una fotografia contraffatta è da denuncia.
Ed è da denuncia anche una donna che mostra quella foto e dice che chi ha toccato quella bandiera senza aver usato l'Amuchina si prenderà l'epatite.

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