La Nuova BQ: «Il mondo cattolico deve dire che Frankie Grande è un pervertito»



Le evidenze sottolineano come tutta l'omofobia organizzata faccia sempre riferimento alle stesse persone, quindi non stupisce come Giuliano Guzzo si sia messo a scrivere articoli per Riccardo Cascioli. Forte dei suoi libri-spazzatura in cui dice che sarebbe Dio a volere donne sottomesse e maschi che se le trombino, è ricorrendo alla derisione che il fondamentalista è tornato a sentenziare la sua condanna capitale contro chi vive relazioni diverse da quelle che lui vorrebbe imporgli.
Sempre promuovendo odio omofobico e sempre vomitando giudici contro l'invito di quel Gesù che che pare interessargli solo quando può stuprare il suo nome per giustificare il suo disprezzo verso il prossimo, il fondamentalista si scaglia contro l'attore e ballerino americano Frankie Grande:

Se credete che «fare coming out» significhi dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, non abbiatene a male ma siete rimasti indietro. La nuova frontiera sentimentale sta infatti diventando un'altra, quella del «poliamore», ossia del legame non fra due bensì fra più persone. Fra i pionieri di questa nuova ed emergente tendenza si è in questi giorni fatto avanti un nome di peso dello star system internazionale, quello di Frankie Grande, 35 anni, attore e ballerino, fratello della più nota Ariana, attrice, cantante e compositrice statunitense, il quale ha annunciato pubblicamente la sua unione con…due uomini. Proprio così.
Attraverso Instagram, ultimamente evoluto a ufficio di stato civile virtuale dove gli amori iniziano e finiscono, Grande ha ufficializzato il proprio 'ménage à trois' con una coppia gay sposata da meno di un anno, quella composta da un medico, Mike Bohl, e da un avvocato impegnato per i diritti umani, Daniel Sinasohn. I tre hanno scelto di diffondere la notizia ad Halloween con uno scatto in omaggio a David Bowie, ricreando i costumi di Ziggy Stardust, ma i follower più attenti fanno notare come non sia la prima volta che la coppia compare negli scatti social dell’attore. Era, insomma, solo questione di tempo.

Presentando la sua condanna come un dato di fatto che non può essere messa in discussione, Guzzo si mette a dire che se la gente può vivere la propria vita come meglio crede è "colpa" della troppa tolleranza verso i gay. Premettendo che fortunatamente oggi c'è Trump dato che lui disprezza Obama, scrive:

Questo perché, una volta accettato l’obamiano «love is love», ossia il paradigma culturale tale per cui è il sentimento amoroso a fondare la famiglia, come opporsi all’ipotesi che esso possa interessare anche più di due persone? Chi saremmo infatti noi, verrebbe amaramente da aggiungere, per giudicare tre, quattro o cinque innamorati nel momento in cui essi desiderano stare assieme, aiutarsi a vicenda e domani, magari, adottare un bambino evitandogli l’orfanotrofio?
Possono apparire provocazioni ma queste altro non sono, si badi, che logiche conseguenze dell’impostazione culturale dominante. Tanto più, poi, che il «poliamore» - di cui Frankie Grande sarà solo il primo, c’è da temere, di una lunga serie di testimonial – risulta una realtà prevista e in qualche modo auspicata da alcuni. Come per esempio Jacques Attali, l’economista ed ex consigliere di Mitterand, nonché padrino politico del presidente Macron, il quale, nei suoi testi prefigura un mondo dove le relazioni tutte verranno sostanzialmente a liquefarsi in favore di illimitate libertà, con legami multipli e sempre revocabili.

E certo! Volevate forse che non usasse l'odio omografico che ha così attivamente coltivato in disprezzo a Dio per cercare di attaccare quel Macron che non piace al suo amatissimo Salvinuccio? Volevate davvero che l'odio verso la libertà personal altrui non diventasse un mezzo per promuovere l'estrema destra?

In quell'agire politico che ha bisogno di creare paure per offrire potere politico a chi cavalca il populismo, ecco che il fondamentalista si mette a usare Dio per sostenere che esisterebbe una legge natura che lui giura si baserebbe sul ritenere che chi non è come lui sia sbagliato e possa essere etichettato come un lurido pervertito:

Dunque il debutto via Instagram del «poliamore» di Grande rischia realmente di essere solo la punta dell’iceberg, la prima avvisaglia di una valanga che sta per abbattersi; basti pensare che già nel 2009 il settimanale Newsweek riferiva di molte decine di migliaia di unioni «poliamorose».
Che fare, allora? La sola possibilità realmente praticabile, da parte del mondo cattolico e in generale da tutti coloro che hanno a cuore principi che oggi suonano stranamente arcaici - come quelli per cui la famiglia è solo quella composta da un uomo e da una donna e i bambini hanno diritto ad un padre ed una madre - è quella di riaffermare l’esistenza di una legge naturale dalla quale l’istituto matrimoniale e quindi familiare trae fondamento; una legge calpestata la quale le perversioni della morale non possono più avere fine. Certo, per fare tutto ciò occorre il coraggio di andare controcorrente. E forse è proprio questo il vero problema.

E pensare che la vera perversione della morale pare quel fondamentalista che trascorre le sue giornate a raccontare come gli faccia schifo il prossimo dato che lui si dice convinto che le sue erezioni debbano essere ritenute un dogma di fede.
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