Matteo Salvini ha condonato i debiti dei suoi finanziatori



La Vaporart è uno dei principali operatori italiani del settore dei liquidi per sigarette elettroniche. Alle scorse elezioni, versarsò ben settantacinque mila euro a sostegno della campagna elettorale della Lega di Matteo Salvini.
Sin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che La Stampa osserva come la Lega si sia battuta con forza per abbattere il carico fiscale sul settore e per condonare i 180 milioni di euro che i produttori e distributori di liquidi per e-cigarette contenenti nicotina non hanno pagato all’Erario dal 2014 al 2018.
Insomma, prima degli italiani paiono venire le esigenze di chi gli ha dato dei soldi. E tra il suo voler favorire la lobby delle armi e le sue concessioni al fondamentalismo cattolico, sembra che Salvini stia ripagando ogni singolo debito contratto.
Lo schema è sempre uguale: lui contrae il debito, gli italiani pagano. Pagano in soldi per le sigarette, in vite umane per le sue concessioni alle lobby delle armi o in termini di diritti umani nel suo voler compiacere le pretese di Gandolfini. Il tutto secondo un copione che sarebbe dovuto risultarci palese non appena si affrettò a far assumere il suo intero ufficio di propaganda, dispensando lauti aumenti non appena sarebbero dovuti essere i contribuenti e non più lui a dover pagare quei mille euro al giorno che servono a promuovere a sua figura.



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