Nello spot di Provita Onlus, Matteo Salvini e Lorenzo Fontana diventano «eroi» dell'omofobia che «accendono la speranza nel mondo»



Ci sono anche Matteo Salvini e Lorenzo Fontana fra i volti che l'organizzazione forzanovista Provita Onlus dice debbano essere ritenuti «eroi» dell'omofobia. È quanto si vede nello spot promozionale diramato dall'organizzazione integralista in vista del convegno veronese promosso dalla Lega che riunirà il fondamentalismo internazionale riunita sotto l'egemonia della fondazione San Basilio di Mosca e da quel Brian Brown che fondò il National Organization for Marriage contro il matrimonio egualitario.
I volti di Fontana e di Salvini vengono accomuniti a quelli di Brandi, di Gandolfifini e di altri fondamentalisti che si battono contro i diritti delle famiglie gay, Ed è sfruttando i bambini come strumenti di propaganda che lo spot accompagna quella carrellata con una voce narrante che dice;

Ogni Paese ha le sue leggi, ogni volto ha la sua storia, ogni bambino la sua famiglia, ogni supereroe la sua missione. L'eroe è chi accende la speranza nel mondo. Un bambino è un foglio di carta bianco che attende di essere scritto e amato. Quello che la gente vorrebbe sapere del supereroe è la sua vera identità. Il mondo ha bisogno di eroi. I bambini anche.

Arriva così il simbolo dell'incontro omofobo organizzato dai forzanovisti di Provita Onlus, dai fondamentalisti della Manifest Pour Toue e della CitizienGo (due sigle riconducibili alla medesime penose) e dall'immancabile comitato di Massimo Gandolfini. Da copione, in quel loro i maschietti vengono ritratti in blu e le femminucce in rosa a sottolineare la volontà di promuovere gli stereotipi di genere mentre si sostiene che agli adulti spetti il compito di plagiare i giovani (da loro definiti «fogli bianchi») secondo il proprio desiderio. Il bambino viene così tramutato in un oggetto privo di diritti, ma un involucro che loro vorrebbero poter scrivere secondo il volere di Gandolfini e degli altri integralisti che si battono contro le famiglie che non risultano conforme alla loro ridefinizione.

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