Ora et labora all'assedio degli ospedali pubblici con i manifesti d'odio di Provita e CitizienGo



Hanno assaltato la casa dei diritti di Milano, hanno organizzato i convegni d'odio per cui Silvana De Mari è stata rinviata a giudizio, hanno pregato contro i gay e hanno fatto terrorismo sanitario contro di loro. Sono i fondamentalisti di Ora et labora, tra i neofascisti nei giorni scorsi che hanno cercato di assaltare il santuario di Caravaggio per impedire un incontro tra la diocesi e i gay cristiani.
Il loro fondamentalismo pare ormai fuori controllo, soprattutto se si considera la testimonianza delle immagini che mostrano come si sia reso necessario l'intervento di agenti in tenuta anti-sommossa per scongiurare il rischio che quei violenti potessero decidere di irrompere nel santuario come terroristi.

In un messaggio pubblicato su Facebook, il loro presidente spiega che la su organizzazione si premura di organizzare presidi in cui pregare e sbraitare contro le donne qualora un ospedale osi rispettare la legge e garantire la libertà di scelta riguardo alla sospensione volontaria di gravidanza.
Se l'uso politico dei bambini nelle loro campagna d'odio è una loro triste abitudine, la novità è chome abbiano deciso di portare davanti all'ospedale di Cantù anche gli orribili manifesti omofobi stampati dai fondamentalisti di Provita Onlus e della CitizienGo di Ignacio Arsuaga. Ed è sempre in quella sede che hanno hanno sventolato la bandiere del partito di Mario Adinolfi, mostrandoci come dietro l'odio organizzato ci siano sempre gli stessi nomi e sempre le solite organizzazioni (peraltro finanziate da Putin come ha documentato un'inchiesta de L'Espresso).
Due giorni prima è sempre con gli stessi manifesti d'odio anti-gay che i miliziani di Ora et labora hanno assediato gli Ospedali Civili di Bergamo, con Giorgio Celsi che si lancia nel sostenere che le loro preghiere (e dunque il loro stalking) avrebbe fatto aumentare il numero di medici obiettori che rifiuterebbero assistenza alle donne pur  risparmiarsi le loro aggressioni.

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