Pisa. Per Fratelli d'Italia l'omofobia sarebbe un'invenzione di associazioni che vorrebbero «promuovere i loro particolari stili di vita»



È usando termini della propaganda russa che Francesco Niccolai del gruppo gruppo consiliare di Fratelli D'Italia di Pisa ha diramato un comunicato stampa in cui non solo nega l'esistenza dell'omofobia, ma spergiura che le discriminazioni subite dalla quasi totalità dei gay sarebbero invenzioni «di propaganda» da parte di associazioni che vorrebbero «promuovere i loro particolari stili di vita».
Esatto. Si parte col sostenere che l'omosessualità debba essere considerata una sorta di scelta e che la loro leader faccia bene a odiare i gay. Ed è sostenendo che la tolleranza debba essere intesa come una forma di «propaganda» al pari di come sostiene il suo Putin, l'uomo scrive:

La discussione della mozione presentata dal gruppo PD, avente ad oggetto "la lotta all'omofobia e sull'educazione alle diversità" ha rilevato il vero intento della mozione stessa. Il sottoscritto durante la discussione ha riportato i dati ufficiali dell'OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) istituito sin dall'anno 2010 presso il Ministero degli Interni, Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha raccolto nell'anno 2017 solo 13 segnalazioni relative a possibili atti discriminatori dovuti alla cosiddetta omofobia, con una incidenza del 13,7 % sulle segnalazioni totali. Dati che non sono stati minimamente confutati dalle minoranze. Parlare pertanto di omofobia come piaga sociale, costituisce una mera operazione di propaganda, orchestrata dalle associazioni LGBT per tentare di farsi parti attive del processo educativo e promuovere i loro particolari stili di vita. 

Se l'uomo pare ripetere la propaganda integralista senza sapere i motivi per cui l'Oscad non raccoglie i dati sui crimini di matrice omofoba, surreale è con quale sfacciataggine possa sostenere che l'odio omofobo sarebbe solo «presunto». Il tutto per arrivare a chiedere che agli studenti lgbt sia tolta qualunque protezione dal bullismo omofobico:

L'educazione, come proclamato a chiare lettere dall'art. 30 della Costituzione, compete esclusivamente alle famiglie. Inaccettabile pertanto risultava la parte dispositiva della mozione, in particolare nella parte in cui si invitava il Sindaco e la Giunta "a farsi promotori, anche verso le scuole ed in collaborazione con le associazioni LGBT e le altre associazioni presenti sul territorio di progetti per la promozione e la diffusione di una cultura delle differenze". Libere queste associazioni, che tra l'altro si sono distinte qua a Pisa per la loro intolleranza ed anche per violente contestazioni contro pacifiche manifestazioni di pensiero - di fare tutta la loro propaganda e di svolgere le loro campagne di indottrinamento, ma al di fuori delle scuole. 

Siamo alla frutta. La tolleranza vien spacciata per «tolleranza» e si tenta di cambiare il senso alla Costituzione per chiedere che i genitori omofobi siano laicati liberi di poter indottrinare all'odio i loro figli. tutto questo mentre lega e fratelli d'Italia si accalcano nelle scuole nel tentativo di usare crocefissi e icone sacre come mezzo per poter sfruttare la religione con scopi discriminatori, sostenendo che loro hanno il totale diritto di fregarsene dei genitori di chi non è bianco ed eterosessuale come la loro lader.
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