Riccardo Cascioli e gli attacchi mirati volti ad intimidire chiunque si opponga alla sua ideologia



Se non ti genufletti davanti all'ideologia di Riccardo Cascioli, lui userà i suoi suoi giornali per aizzare i suoi fondamentalisti contro di te. Ha tutta l'aria di una vera e propria intimidazione in piena regola, ma sembra che non pochi preti si siano mostrati pronti a calarsi le braghe davanti alle sue pretese. Il suo sbraitare contro fantomatiche «streghe» nelle scuole di Brescia portò alla censura delle lezioni di educazione al rispetto, il suo protestare contro la programmazione proposta nei cinema dei Salesiani portò alla censura dei film a lui sgraditi e il suo appoggio alle proteste neofasciste davanti al santuario di Caravaggio lo hanno portato ad ottenere la messa al bando dei cristiani gay dal luogo di culto.

Il nuovo attacco orchestrato da La Nuova Bussola Quotidiana è contro un parroco che ha osato proporre corsi di educazione a lui sgraditi nella sua scuola. Facendo molta attenzione a fare nomi e cognomi nell'evidente tentativo di garantire efficacia alla loro macchina del fango, scrivono:

Il progetto scolastico "Io e tu" della scuola cattolica «Madonna Pellegrina» di Modena, che come abbiamo già scritto nel primo articolo sulla vicenda si svolge sotto la supervisione di Letizia Lambertini, è stato selezionato nel 2014 per il convegno nazionale Fare e disfare il genere, ricchissimo di sigle omosessualiste, compreso il Cassero Lgbt. Nel progetto si può leggere dei bambini che vengono chiamati a disegnarsi senza vestiti oppure del gioco del «travestimento di genere», dove i piccoli di 5 anni indossano vestiti dell’altro sesso.

Insomma, si gioca sul sostenere che il contrasto alla violenza di generare sarebbe un modo in cui i bambini verrebbero «omosessualizzati». Ed è così che si inizia a dire che i bambini verrebbero violenti, tra riferimenti decontestualizzati alla nudità e al travestimento.
Da copione, non manca neppure la solita lamentela sul fatto che quei bambini non siano indottrinati all'omofobia. D'altra parte si sa che la ferocia di Cascioli si spinge sino all'andare nelle scuole cattoliche a promuovere quelle fantomatiche "terapie riperative" che risultano provata causa di numerosi adolsecenti spinti al suicidio. Ed è così che sul suo giornale leggiamo:

Dopo che un maschietto ha detto di voler sposare un altro maschietto (sentendosi rispondere dal diretto interessato «Lui è gay»), una formatrice spiega che «può capitare a due uomini di volersi molto bene e di essere innamorati. Può capitare anche alle donne. È una cosa che, però, si capisce quando si è molto più grandi. Esattamente come un uomo e una donna devono aspettare di essere grandi per potersi sposare» (pag. 19-20). Insomma, uomo-uomo, donna-donna, uomo-donna, come se fosse tutto uguale.

Si parte ad attaccare personalmente anche il sacerdote che ha organizzato l'incontro:

Ancora più sbalorditivo è il commento che segue, quasi a rincarare la dose, di don Matteo Cavani, il parroco che è il legale rappresentante della scuola: «Vorrei dire una parola controcorrente: attenti al “familiarismo” [sic]. Non ci sono dubbi che la famiglia sia il grembo in cui veniamo generati, ma è altrettanto vero che non si può dare della famiglia una visione troppo semplicistica e romantica, perché non è così e non è mai stato così. Occorre educare ad una visione reale nella quale, per usare un’immagine, la famiglia è il primo di più cerchi concentrici costituiti dalle altre relazioni che costruiscono un individuo nel suo percorso di crescita. Anche guardando al passato - per quanto ci si riferisce ad esso con idealità - non mancano gli episodi di violenza e di abuso in famiglie e società che si rifacevano ad una chiara tradizione cristiana». Ora, chiaro che esiste il male nel mondo, conseguenza del peccato originale e prima ancora della superbia di Satana, ma perché don Matteo sente tutta questa urgenza di collegarlo alla famiglia formata da mamma, papà e bambini e alla tradizione cristiana? Perché non dice che è proprio il tradimento della tradizione cristiana - l’infedeltà al disegno di Dio e innanzitutto l’attacco a matrimonio e famiglia sferrato dal laicismo (con divorzio, aborto, gender, ecc.) - che è alla base del male?

Insomma, come osa dire o pensare qualcosa di diverso da quello Casicoli esige venga detto? Com'è possibile possa avere opinioni diverse da chi esige si propagandi la bufala «gender» in conformità alle folli teorie ideate a tavolino dal fondamentalismo di estrema destra? Ed è sempre ricorrendo ad un uso politico della religione che proseguono:

In 84 pagine di relazione non c’è nemmeno un riferimento alla Sacra Famiglia né alla bellezza da essa ispirata a innumerevoli famiglie che nei secoli hanno generato e sono state l’ossatura delle nostre società, davvero incredibile se si pensa che si tratta di una scuola cattolica e che un sacerdote - difficile da vedere con un anche minimo segno sacerdotale, al di là della Messa - ne è il responsabile. 

Si passa così a sostenere che 160 sedicenti «fedeli» avrebbero scritto all'Arcivescovo Castellucci per chiedergli che ai figli degli altri sia impedito poter ascoltare pareri ed opinione contrarie al volere del loro Cascioli:

Per segnalare il problema del gender alla Madonna Pellegrina, 160 fedeli - tra i quali pare non risultino genitori della scuola o al più si tratta di una rappresentanza marginale - hanno scritto il 5 settembre all’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci, che ha risposto sempre via lettera il giorno successivo. Abbiamo provato a contattare l’arcivescovo, ma ha declinato via sms la richiesta di un commento.
Nella lettera Castellucci spiega che già due anni e mezzo fa, dopo aver ricevuto le prime segnalazioni a voce, aveva parlato con don Matteo Cavani, suo vicario per la pastorale sociale, ottenendo dal parroco spiegazioni che aveva considerato sufficienti. Nei due anni e mezzo gli sono giunte altre segnalazioni. Afferma inoltre che sta leggendo circa 400 pagine di volumetti sull’affettività consegnatigli dalla scuola (dopo che i 160 firmatari gli avevano dato copia del progetto "Io e tu"), più altro materiale sia pro sia contro l’impostazione adottata dalla Madonna Pellegrina.
Ci permettiamo qui di fargli notare che l’espressione «identità di genere» non è però - come Castellucci scrive nella lettera - «comunemente utilizzata per indicare il tema della diversità sessuale», ma ha appunto il preciso connotato ideologico che abbiamo cercato di esporre e di cui si servono le associazioni Lgbt per minare l’insegnamento della Chiesa. Oltre a quanto detto sui contenuti non cristiani di "Io e tu", le idee della coordinatrice Letizia Lambertini, il Teatro Arcobaleno con cui quest’ultima collabora strettamente e il Cassero Lgbt (di cui si dà conto nella lettera dei 160) con i suoi spettacoli impuri e contro Dio, crediamo che vi sia già una quantità considerevole di elementi per temere scandali ai danni dei più piccoli. Sono passati due anni e mezzo dalle prime segnalazioni, e pensiamo che siano proprio la prudenza e la carità a richiedere di intervenire il prima possibile.

Il messaggio è chiaro: o dici ciò che Cascioli ti ordina di dire o lui te la farà pagare. E la farà pagare anche a quei vescovi che non provvederanno a censurare temi a lui sgraditi sulla base delle sue richieste.
Significativo è non solo come Cascioli dica che non si debba poter parlare di identità di genere in virtù di come lui si rifiuti di accettarne l'esistenza, ma pretenda pure di poter stabilire che cosa sarebbe cattolico e cosa non lo sarebbe. Di certo il suo giurare su Dio che l'odio sarebbe cattolico e che l'amore arrivi da Satana non sembra un'argomentazione così convincente....
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