Salvini abolisce l'integrazione, i corsi di italiano e l'assistenza psicologica ai migranti, cosi l'immigrazione potrà finalmente un reale problema



Se si uniscono i puntini, il disegno appare sin troppo chiaro: Matteo Salvini sta lavorando alacremente perché l'immigrazione possa diventare un reale problema, solo così potrà usare i danni da lui stesso creati per cercare di incamerare maggiori consensi attraverso la sua dialettica apertamente razzista.
Dopo aver aumentato il numero di immigrati irregolari grazie alla sua abolizione della protezione umanitaria per i rifugiati, ora ha abolito ogni forma di integrazione e di protezione dei cittadini italiani da chi presenta problemi psicologici derivanti dalle torture o dalle persecuzioni subite. Il tutto mentre in Lombardia è stata approvata la vergognosa mozione leghista che punisce qualunque Comune impieghi richiedenti asilo nella cura del verde (sia mai che l'elettore leghista non possa più lamentarsi di vederli bighellonare per strada dopo che la legge leghista sull'immigrazione ha vietato loro di poter lavorare).
Salvini ha deciso che i costi per l'accoglienza verranno tagliati a 19 euro a migrante per le strutture sino a 1.800 persone e 26 per i centri da 300 posti. Ha confermato i costi sostenuti su pocket money e schede telefoniche, tagliando i servizi di integrazione e inserimento nel tessuto territoriale. Saranno abolite anche le lezioni d'italiano, l'assistenza psicologica e l'orientamento sul territorio.  Inoltre ogni singolo assistente sociale si dovrà occupare di 50 migranti che abitano anche in diversi comuni, assicurando che il servizio offerto non potrà essere minimamente decente.
L'immediata conseguenza è che si creeranno comunità parallele, in cui non si parlerà italiano e in cui non sarà fatto alcun investimento per permettere e gestire un inserimento sociale. Il taglio sui costi renderà inoltre i migranti facile preda di mafie e malavita, dato che non c'è come essere ridotti alla fame perché ci si possa rendere disponibili a tutto.

Facendo una media di un costo di 22,5 euro a migrante, il risparmio rispetto ai precedenti 35 euro è di 12,5 euro. Moltiplicando il risparmio per le 144 mila persone oggi inserite nei circuito dell'accoglienza, il risparmio sarà di soli 1.800.000 euro, un ventisettesimo dei 49 milioni che il suo partito ha sottratto illecitamente agli italiani. Il risparmio pro-capite risulta così di circa due centesimi annui per cittadino italiano, una cifra irrisoria che comporterà un mancato investimento sull'integrazione nel tessuto sociale degli stranieri.
«È una giornata bellissima», dichiara tutto soddisfatto il ministro dell'Interno. Forse lo è per lui, dato che il reale rischio c'è che l'immigrazione possa diventare un reale problema sociale e che lui possa ovviare a quella diminuzione degli sbarchi che lo costringevano a fare bullismo contro singoli gruppetti di disperati. Più illegalità, più discriminazione, meno umanità e meno integrazione paiono gli ingredienti giusti per preparare una bomba sociale da far esplodere ad orologeria quando gli servirà creare condizioni propizie al populismo e al razzismo.
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