San Marino ha approvato la legge di iniziativa popolare sulle Unioni Civili



Con 40 voti favorevoli, quattro contrari e quattro astenuti, il governo della Repubblica di San Marino ha approvato la legge di iniziativa popolare sulle Unioni Civili tra persone dello stesso sesso.
In un'epoca in cui i fondamentalisti cattolici vogliono ridefinire la famiglia in una chiave sessista che la vorrebbe ridurre ad un semplice atto sessuale in cui a Gandolfini è affidato il compiuto di verificare che vi sia stato scambio di liquido spermatico a livello vaginale, significativo è come la norma anricipi le crociate integraliste e chiarisca espressamente che «l’unione civile è il contratto mediante il quale è regolata una comunità di tipo familiare composta da due individui maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso al fine di organizzare la loro vita in comune».

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, commenta: «La Repubblica di San Marino, la più antica repubblica del mondo, ha la sua legge per le unioni civili. È un momento storico per la piccola repubblica in cui l’omosessualità era criminalizzata solo fino al 2004». Lo afferma  dopo l'approvazione della legge sulle unioni. Ci sono ancora molti diritti civili mancanti all’appello, come per esempio l’interruzione volontaria di gravidanza. Siamo molto felici che Arcigay Rimini abbia potuto assistere e affiancare costantemente il Comitato promotore della legge rappresentato da Valentina Rossi e Paolo Rondelli durante questo anno e mezzo di lavoro intenso, e siamo felici che le persone che si sono messe in prima linea per questa battaglia dei diritti si siano incontrate al Rimini Summer Pride del 2017 grazie all’iniziativa e al coinvolgimento di Karen Pruccoli allora coordinatrice della Commissione pari opportunità della Repubblica».
Anche la Commissione Pari Opportunità ha espresso grande soddisfazione: «Oggi è una giornata storica per la Repubblica di San Marino. Il riconoscimento delle unioni civili per le coppie omosessuali e per quelle etero determina una passo in avanti per il riconoscimento dei diritti civili e permetterà a coloro che vogliono vivere la loro vita insieme, indipendentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale, di viverla pienamente e di beneficiare di quei diritti che fino ad oggi erano riconosciuti solo ad alcuni cittadini».
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